Il Tirreno

Lucca

L’INCIDENTE AL BALUARDO SAN REGOLO 

La procura modifica il capo d’imputazione per i tre indagati dell’Opera delle Mura

Luca Tronchetti
La procura modifica il capo d’imputazione per i tre indagati dell’Opera delle Mura

Lesioni personali stradali gravi, reato perseguibile d’ufficio Negata agli avvocati la possibilità di effettuare rilievi fotografici  

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Cambia il capo d’imputazione per l’incidente avvenuto sulle Mura il 21 agosto 2018 con padre e figlio di 5 anni che caddero dalla zona della cannoniera Est del baluardo San Regolo. Il procuratore Pietro Suchan ha modificato l’imputazione originaria: da di lesioni colpose (articolo 590 cp) per aver omesso di garantire la sicurezza delle Mura a lesioni personali stradali gravi (articolo 590 bis cp). In sostanza si aggravano le posizioni di Alessandro Biancalana, Giovanni Marchi e Maurizio Tani, dirigenti comunali dell’ex Opera delle Mura assistiti dagli avvocati Lodovica Giorgi e Carlo Di Bugno. Un reato perseguibile d’ufficio che non necessita la denuncia-querela da parte della vittima del reato. Una decisione sicuramente inaspettata da parte della difesa che tra l’altro proprio ieri ha ricevuto le risposte che attendeva dall’ufficio requirente della procura.

NIENTE ESPERIMENTO

L’istanza dei legali degli indagati è stata accolta soltanto parzialmente. Il procuratore ha autorizzato i difensori a prendere visione delle riprese fotografiche dell’8 febbraio eseguite dalla pg della polizia municipale e ad accedere, assieme al consulente tecnico Achille Dall’Aglio, all’aera sequestrata sul baluardo San Regolo sotto la vigilanza della pg della polizia municipale. Gli avvocati concorderanno con i vigili le modalità di luogo e d’accesso mentre la pg provvederà ad una momentanea rimozione dei sigilli durante le operazioni autorizzate e la riapposizione degli stessi ad operazioni concluse. Niente da fare invece per l’esperimento giudiziario chiesto dalla difesa: utilizzare la bici noleggiata da Cicli Bizzarri dal bimbo francese di 5 anni e collocarla sul punto di caduta per riprodurre fedelmente l’incidente in modo da poter svolgere le misurazioni necessarie. Il procuratore dispone anche la traduzione in lingua italiana dell’atto in francese presente nel fascicolo e redatto dal dottor Johannes Barth di Grenoble affidando alla stessa traduttrice degli altri documenti l’incarico di trasporre in italiano il referto medico e chiede al legale della famiglia francese, avvocato Piero Magni di Milano, ulteriore documentazione medica relativa all’entità e alla gravità delle ferite riportate da padre e figlio dopo essere caduti dalle Mura.

NUOVA PUNTATA

I legali degli indagati contestano che la mera traduzione non è sufficiente per rendere efficaci gli atti del procedimento. Perché il codice esige che l’interprete sia presente ed esplichi la propria attività di traduzione al momento in cui vengono rilasciate dichiarazioni dalla persone informata dei fatti. Ma su quel punto la procura non ci sente. E i familiari del bimbo non verranno chiamati per essere sentiti di nuovo. —

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