Il presidio
«Il sindaco vuole forse barattere l’ok agli assi con la bretellina?»
CAPANNORI. «Il sindaco vuole barattare il suo ok agli assi viari con la realizzazione della bretellina via Chelini-Pip? Forse siamo noi a pensare male, ma a volte a pensar male ci si azzecca»: il comitato capannorese per una viabilità sostenibile, citando Giulio Andreotti, incalza il primo cittadino e presidente della Provincia e si prepara ad organizzare, forse già nel prossimo fine settimana, una manifestazione di protesta.
«Ha disertato la presentazione ufficiale del progetto degli assi viari – riprende il Comitato – perché “così come concepito non terrebbe conto delle istanze dei cittadini della Piana e in particolare di Capannori”. Adesso convoca i sindaci della Piana per concordare modifiche progettuali. Che senso ha non andare al primo incontro con la scusa che non era aperto alla cittadinanza per poi organizzarne un secondo sempre a “porte chiuse”?. Le opzioni sono due: o si è favorevoli agli assi viari, oppure no. Se si vogliono realizzare gli assi viari ha poco senso in questa fase progettuale ragionare della modifica dell’asse est-ovest che dalla rotonda di Antraccoli porta al casello di Capannori » .
Il comitato si oppone alla realizzazione delle opere compensative al raddoppio della linea ferroviaria, in particolare alla superstrada che unirà via Chelini alla zona industriale, cancellando anche aree verdi: «Il sindaco Menesini vorrebbe invece deviare il tracciato realizzando una nuova viabilità che dalla chiesa di Tassignano vada verso sud al Pip di Carraia. In questo caso bisognerebbe stanziare fondi supplementari per la nuova viabilità e per riadeguare completamente via del Rogio, una strada che presenta problemi strutturali di stabilità, e che malgrado i molti interventi continua a franare. Come indicato dal presidente della commissione regionale per l’ambiente la mobilità e le infrastrutture Baccelli è evidente che la modifica del tracciato degli assi viari comporta la necessità di rifare la valutazione di impatto ambientale. Se la volontà politica è quella di procedere con il progetto questo comporta l’impossibilità di apportare modifiche sostanziali malgrado le innumerevoli criticità. Se invece l’intera opera non risolve le criticità attuali della Piana e il prezzo da pagare per ambiente, territorio e vivibilità è troppo alto allora dobbiamo chiederci se ha ancora un senso realizzare un progetto così distante dalle esigenze del territorio». —
N.N.
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