Il Tirreno

Lucca

INCIDENTE SULLE MURA: IL PREceDENTE DEL 2006 

Senza un pericolo incombente l’ente non ha responsabilità

Luca Tronchetti
Senza un pericolo incombente l’ente non ha responsabilità

Il caso della bimba di quattro anni morta dopo la caduta dal baluardo S. Salvatore «Sull’Opera incombe l’obbligo d’informazione sui potenziali rischi per gli utenti»

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C’è un precedente che potrebbe portare acqua al mulino della difesa dei tre indagati - Alessandro Biancalana, Giovanni Marchi e Maurizio Tani - accusati di lesioni colpose per aver omesso di garantire la sicurezza delle Mura impedendo così di precipitare, assieme al padre, a un bimbo di 5 anni dalla zona della cannoniera Est del baluardo San Regolo.

Il precedente è datato 13 giugno 2006 e anche in quel caso a finire sotto gli spalti della cerchia muraria fu un francese. Ma in quella tragica circostanza le gravissime lesioni riportate non lasciarono scampo alla piccola Elise Silvie Biechel, che di lì a poco avrebbe compiuto 4 anni. La piccina morì cinque ore dopo il ricovero in ospedale in seguito alla caduta da un’altezza di 10 metri nella zona del baluardo San Salvatore.

Un episodio che segnò l’opinione pubblica con la procura che, quasi 13 anni fa, aprì un’inchiesta per stabilire se i cartelli fossero numerosi, ben visibili e comprensibili per i turisti. L'indagine confermò che la cartellonistica era ben sistemata. Tanto che il pubblico ministero il 21 luglio 2006 chiese e ottenne l’archiviazione dal giudice delle indagini preliminari.

PERICOLO INCOMBENTE

Il magistrato inquirente, l’allora sostituto procuratore Fabio Origlio, fece svolgere ai carabinieri della polizia giudiziaria in servizio in procura un’accurata indagine per capire se quella tragedia poteva essere ragionevolmente evitata e se prima di salire sul monumento simbolo della città i turisti erano adeguatamente informati del pericolo rappresentato dall’altezza della cerchia muraria. Il risultato: inevitabile fatalità. In sostanza la bambina si trovava assieme ai genitori e al fratellino di 7 anni a passeggiare sulle Mura nel tratto compreso tra Porta Elisa e il baluardo San Salvatore. Il bambino più grande si sarebbe sottratto al controllo dei genitori che lo inseguivano e la piccola nel avrebbe approfittato per salire sul parapetto che, sotto il suo peso, franava provocandone la tragica caduta. Un comportamento incauto della piccina. Nessun rilievo poteva essere mosso a genitori che l’avevano persa di vista un solo istante per correre dietro al fratellino ed evitare a sua volta che si mettesse in pericolo. Ma il punto più interessante della richiesta di archiviazione accolta dal gip è quello legato alla gestione delle Mura urbane. Scrive il magistrato: «Nessun rilievo può essere mosso all’organo di gestione per la mancata adozione di idonee cautele volte ad impedire la caduta accidentale delle Mura. La natura stessa dei luoghi impone una certa cautela da parte degli utenti e non consente, per ovvi motivi, la realizzazione di parapetti per tutto il perimetro delle Mura. In mancanza di situazioni di pericolo specifico e incombente (crolli, buche e simili insidie) che richiedano l’adozione di ulteriori e più stringenti misure, deve ritenersi che sull’ente incomba essenzialmente un obbligo d’informazione degli utenti sui potenziali rischi di caduta e che in concreto l’ente abbia adeguatamente ottemperato. Dagli accertamenti svolti dalla polizia municipale e dalla pg è risultato che sia sulle salite, sia sulle rampe pedonali d’accesso alle Mura, sono stati apposti cartelli di pericolo generico con l’indicazione “banchina priva di protezione”». —

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