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Patteggia il giovane cuoco che aveva nascosti in casa 740 grammi di marijuana
LUCCA. Un anno e otto mesi di reclusione e 10mila euro di multa con la sospensione condizionale della pena. Ha patteggiato di fronte al giudice Nidia Genovese il giovane cuoco arrestato dai carabinieri nella notte tra il 7 e l’8 gennaio. Nell’abitazione di Raffaele Barsotti, 23 anni, i militari guidati dal maggiore Trombetta, recuperarono 740 grammi di marijuana già confezionata in numerosi barattoli differentemente etichettati a seconda della tipologia e della qualità. Barsotti venne arrestato e posto ai domiciliari con l’accusa di detenzione, coltivazione e spaccio di sostanza stupefacente. Una misura detentiva che, dopo la condanna in primo grado, è venuta meno e già era stata modificata nel corso del tempo.
Con il giovane cuoco era stato denunciato per lo stesso reato un suo amico: un ragazzo di 26 anni apprendista idraulico. Era accusato dello stesso reato, ma la sua vicenda seguirà un diverso iter processuale.
L’ACCUSA
I due amici erano stati controllati da una pattuglia dei carabinieri nella notte tra il 7 e l’8 gennaio mentre si trovavano a bordo di una macchina. La perquisizione aveva portato al ritrovamento, all’interno dell’abitacolo della vettura, di un pacchetto di sigarette al cui interno erano stati occultati alcuni grammi di marijuana e hashish.
Nel bagagliaio del veicolo si trovavano invece alcuni sacchi di terriccio e diverse confezioni di semi di canapa indiana. Quel ritrovamento fece ritenere i militari che i due giovani potessero essere dediti alla coltivazione illegale di canapa. Così i carabinieri decisero di procedere ad una perquisizione domiciliare nelle abitazioni dei due sospettati.
In casa di Barsotti venne recuperato dalla Benemerita un ingente quantitativo di marijuana in parte essiccata all’interno di cassette in legno, in parte triturata all’interno di sacchetti di plastica, in parte conservata in barattoli di vetro, ciascuno dei quali etichettato con una dicitura diversa. Dieci grammi di hashish e tre di marijuana invece vennero recuperati a casa del ventiseienne apprendista idraulico. Per il cuoco scattò l’arresto con la misura restrittiva dei domiciliari.
LA DIFESA
Barsotti inizialmente si era difeso evidenziando una particolare competenza tecnica oltre che interesse per la coltivazione e lo studio della canapa indiana e sostenendo che quello stupefacente non serviva per essere spacciato. Una versione a cui il giudice non ha creduto. —
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