La scoperta di Scarmozzino «L’Odissea opera di una donna»
Escono i quattro volumi dell’opera scritta dal dipendente della Provincia ed esperto di storia
il libro
Non è stato Omero a scrivere l’Odissea. Molto probabilmente l’autore del celebre poema è una donna, la cui identità non è mai stata svelata. Ma per la storia è più comodo lasciar credere ciò che finora è stato scritto, senza cambiare la disposizione di quelle carte che potrebbero rimettere tutto in discussione. Però i numeri parlano chiaro. I linguisti individuarono l’epoca di stesura dell’Odissea tra il V e il IV secolo a.C. in cui accaddero eventi molto simili a quelli descritti nel poema, mentre Omero sarebbe vissuto tra il IX e l’VIII secolo a.C. Per motivi anagrafici, il poeta greco non potrebbe quindi essere il redattore dell’opera. Semmai un cantore orale. Uno dei tanti dell’epoca, il cui obiettivo era narrare ai posteri fatti e personaggi reali che si intrecciavano con quelli della mitologia.
Un rebus sopravvissuto fino ad oggi, quando un cittadino lucchese di origini calabresi e grande appassionato di storia e letteratura antica, dopo oltre dieci anni di studio e ricerche, ha pubblicato quattro volumi che, se non attestano l’esatta identità del presunto autore dell’Odissea, possono almeno avvicinarsi alla soluzione di un enigma che, storicamente poco avrebbe a che fare con la verità. L’opera, un dettagliatissimo saggio di ricerca, suddiviso in quattro volumi distinti, uscito proprio oggi, al momento in formato ebook, si chiama “Il mistero rivelato: Nosside di Locri Epizefiri, la sublime poetessa dell’Odissea italica” e l’autore è Adriano Scarmozzino, classe 1971, laureato in giurisprudenza, da anni responsabile dell’ufficio comunicazione della Provincia di Lucca, da sempre appassionato di storia antica, soprattutto di quella che riguarda la sua terra natia e l’antica Grecia. «Non ho davanti la sfera magica che attesti la veridicità di ciò che vado a testimoniare, - spiega -, ma ritengo di avere gli elementi per indicare la probabile paternità del poema a Nosside, poetessa della Magna Grecia, vissuta nell’epoca attribuita all’Odissea che, aggiunge, come ci insegna la storia della letteratura, non esisteva in una, ma in tante versioni, il cui risultato è quello che studiamo sui banchi di scuola Che il monaco Leonzio Pilato, originario di Seminara Calabra, tradusse dal greco al latino su richiesta di Petrarca e Boccaccio».
Il volto di Nosside, immaginato dall’artista Francesco Ierace vissuto nel XVIII secolo domina la copertina del testo di Adriano Scarmozzino che con questa opera vuole rendere omaggio alla sua Calabria «dove, ricorda, affondano parte delle radici della cultura occidentale delle popolazioni che risiedono nel Mediterraneo ed è quindi luogo di cui andare orgogliosi e non quello da mettere al bando per ciò che ci racconta la cronaca». Un’opera rivoluzionaria - che l’autore ha scritto con l’obiettivo di riavvolgere il nastro e ridiscutere testi e origini del famoso poema - avvalorata dalle ricerche di studiosi come il tedesco Armin Wolf e l’inglese Samuel Butler. —
R.L.
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