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Ampliamento: il progetto c’è ma è stato rimandato
L’alllargamento della Statale lato fiume è previsto dagli Assi viari ma si è deciso di metterlo in coda per problemi di finanziamenti
Il progetto per l’allargamento e la messa in sicurezza della statale del Brennero nel suo tratto più pericoloso, da Salicchi a Ponte a Moriano, non è un segreto. È stato visto, dibattuto, approvato. Il problema è che si è deciso di posticiparlo, per una questione di soldi.
Gli elaborati sono contenuti all’interno del progetto degli assi viari. Che - anzi - dal punto di vista formale è complessivamente legato all’adeguamento del Brennero: una scelta che, ormai molti anni fa, permise di far rientrare il progetto all’interno della Legge obiettivo.
Fra i vari interventi previsti, oltre ai celeberrimi tre assi (nord-sud, est-ovest, ovest-est), il maxiprogetto preparato da Anas prevede una serie di opere per così dire complementari. Fra queste c’è appunto l’adeguamento del Brennero, nel tratto compreso fra la rotonda con viale Europa (quella dell’Esselunga di Marlia, per intenderci) e l’innesto del nuovo ponte sul Serchio, poco prima di arrivare a Salicchi.
Un cantiere che dovrebbe costare - secondo le cifre dei progettisti - otto milioni di euro per uno sviluppo di 3,72 chilometri. Certo, non sarebbe la panacea. La struttura della strada, compressa fra l’argine del Serchio da un lato, i platani secolari e le abitazioni dall’altro, non consenti grandi interventi. Per questo i progettisti di Anas hanno deciso di allargare la «strada esistente sul lato del fiume Serchio prevedendo la risagomatura della sezione arginale lato fiume, intervenendo sul lato esterno in modo da non alterare la sezione idraulica complessiva».
In sostanza, la strada dovrebbe essere allargata di un metro e mezzo lato fiume, così da ingrandire le banchine e da poter inserire delle barriere metalliche per la sicurezza di case e attività commerciali lungo la strada. Inoltre, verranno presi altri accorgimenti a partire dal tipo di materiale per cercare di garantire più sicurezza.
Il punto è che questo progetto è destinato a rimanere sulla carta. Ancor più del resto degli Assi viari, impantanati nelle stanze del ministero retto da Danilo Toninelli.
In un primo momento, infatti, l’adeguamento del Brennero era previsto insieme alla realizzazione dell’asse Nord-sud, come opera “d’esordio” del nuovo sistema tangenziale.
Poi, ad agosto del 2018, tutto cambia in occasione della presentazione delle integrazioni chieste dalla Provincia ad Anas. Per una questione di soldi, si stralcia l’adeguamento del Brennero, rimandandolo ad una fase successiva quando - si spera - saranno arrivati anche gli otto milioni necessari.
In realtà lo slittamento di quest’opera viene poi cristallizzato nella delibera del Cipe che finanzia l’opera. L’ampliamento del Brennero viene infatti inserito nel secondo stralcio. Anzi, per essere precisi nel lotto b di questa seconda parte di lavori, insieme alle altre “opere complementari”. Insomma, il tutto sembra perdersi nella nebbia. Rimane un’ultima possibilità: una rimodulazione dei tempi all’interno del progetto definitivo che Anas dovrà a breve presentare agli enti locali. Forse i tanti, troppi incidenti sulla statale 12 dovrebbero portare consiglio. —
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