Il Tirreno

Lucca

L’INDAGINE SULL’INCIDENTE SULLE MURA 

I legali all’attacco sulla dinamica e sulle resposabilità dei turisti caduti

Luca Tronchetti
I legali all’attacco sulla dinamica e sulle resposabilità dei turisti caduti

Riscontrato il vizio di forma per assenza di un interprete  e mancata menzione dell’omesso controllo dei genitori

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Un’indagine da rifare. Viziata, peraltro, dall’interrogatorio dei genitori del bimbo caduto dalle Mura che è stato svolto in lingua francese senza la presenza di un interprete come invece prevede il codice di procedura penale (nelle sommarie informazioni è assente la traduzione) e che eccepisce la nullità delle dichiarazioni e ad esse quella derivata dall’avviso di conclusioni delle indagini. Gli avvocati Carlo Di Bugno e Lodovica Giorgi - che assistono Alessandro Biancalana, Giovanni Marchi e Maurizio Tani, accusati di lesioni colpose per aver omesso di garantire la sicurezza delle Mura - passano al contrattacco e non si limitano a rilevare il vizio procedurale. Chiedono al procuratore Pietro Suchan, di poter svolgere appieno le loro indagini difensive. Non solo. Chiedono che venga presa in esame anche l’ipotesi di omessa vigilanza dei genitori nei confronti del figlio minorenne.

ESPERIMENTO TECNICO

I legali chiedono di svolgere rilievi tecnici, grafici, planimetrici e fotografici. In sostanza hanno presentato un’istanza di accesso ai luoghi con la rimozione temporanea dei sigilli. Un’attività finalizzata a ricostruire l’esatto punto di salto della bicicletta condotta dal bimbo. Allo scopo viene nominato come consulente tecnico di parte l’ingegnere lucchese Achille Dall’Aglio. Un accertamento essenziale per verificare in che modo il deterioramento del dosso abbia causato l’incidente. Quindi per effettuare i rilievi chiedono alla procura di poter accedere ai luoghi del Baluardo San Regolo e della sottostante cannoniera che al momento sono inaccessibili perché ancora sotto sequestro. I difensori dei vertici dell’Opera delle Mura chiedono la messa a disposizione delle foto scattate dal personale di polizia giudiziaria al momento dei fatti per individuare il punto esatto della caduta e che venga messo a disposizione l’esemplare di bicicletta usata dal bimbo francese di 5 anni e che era stata noleggiata da Cicli Bizzarri in modo da collocarla sul punto di caduta e svolgere le misurazioni necessarie. La data e l’ora dell’esperimento difensivo dovrà essere concordata tra la difesa degli indagati e la polizia giudiziaria.

LE RESPONSABILITÁ

Balza agli occhi un cartello di divieto - per la verità solo in lingua italiana - anche di andare in bicicletta nel tratto (ma anche pattini, rollerblade e altri mezzi se non quelli di soccorso) che precede di circa tre metri il baluardo San Regolo. Il bimbo invece a 20 metri di distanza dai genitori - che procedevano con alcuni amici in risciò - ha lasciato la parte asfaltica e con la bici presa dai genitori a noleggio da Cicli Bizzarri si è diretto verso il prato, tra il muretto e l’inizio del poggio dove c’è una fessura stretta. Probabilmente è lì che è avvenuta la caduta a piombo del velocipede e del piccolo passeggero che trasportava. La domanda, dei legali della difesa e anche dell’uomo della strada, è scontata: perché non iscrivere nel registro degli indagati anche i genitori con l’ipotesi accusatoria di omessa vigilanza e controllo visto che, in considerazione della pericolosità dei luoghi, non avrebbero ottemperato all’obbligo di garanzia e custodia del figlio minorenne? Quindi, per i legali degli indagati, occorre capire se le pecche sono state di chi doveva garantire la sicurezza delle Mura o di chi aveva l’obbligo di sorveglianza del bimbo come si evince anche dal verbale dei vigili urbani. Che la cinta muraria sia pericolosa è cosa arcinota e serve attenzione specie per turisti che hanno bambini. A meno che cingere tutto l’arborato cerchio di reti e parapetti metallici come fosse un cantiere stradale. —

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