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Stazionarie le condizioni della donna colpita da meningite
Trovata dalla madre in casa in stato soporoso, viene portata al Pronto soccorso. La diagnosi: batterio tipo B. Profilassi sui familiari ma nessun rischio contagio
LUCCA. Sono stazionarie le condizioni della donna di 32 anni di Lucca colpita dalla meningite di tipo B. La paziente è ricoverata da domenica all’ospedale San Luca. Le sue condizioni sono gravi, la prognosi è riservata anche se trapela un cauto ottimismo. «Per decifrare meglio la situazione saranno fondamentali le prossime 72 ore – spiega il dottor Alberto Tomasi, direttore Igiene e sanità pubblica Asl nord ovest –. Al momento la paziente è ricoverata nel reparto di rianimazione, intubata e sottoposta a terapia di sostegno. Le sue condizioni sono stazionarie, vediamo come reagisce, di più non è possibile dire».
La donna ha cominciato ad accusare febbre e uno stato di malessere generale nella giornata di sabato. Sul momento ha pensato che si trattasse di una normale influenza ma non era così. Le sue condizioni sono poco a poco peggiorate: la donna abita da sola, e così domenica la madre le ha fatto visita per vedere come stava. L’ha trovata riversa nel letto, in stato soporoso e ha capito che la situazione era grave. A quel punto la 32enne è stata portata al Pronto soccorso del San Luca e sottoposta agli accertamenti necessari per una corretta diagnosi. Il risultato è stato allarmante: sepsi da meningococco B. Lunedì mattina è arrivata la conferma dall’Azienda ospedaliero-universitaria Meyer di Firenze dove è stato analizzato il liquor prelevato alla paziente.
Subito sono partite le operazioni di profilassi ma dopo aver valutato attentamente la situazione l’Asl ha ritenuto che non fosse necessario rivelare i luoghi frequentati dalla donna negli ultimi giorni. I motivi li spiega il dottor Tomasi: «Le linee guida del ministero sono chiare – spiega il medico – La profilassi va fatta solo in caso di contatti stretti e perduranti, ad esempio se una o più persone hanno condiviso la stanza con il soggetto per almeno otto ore. Tanto per fare un esempio, se un soggetto colpito da meningite va in un ristorante o in palestra non è necessario sottoporre a profilassi tutte le persone che sono state nel locale in quello stesso giorno. Nel caso in questione la profilassi (che consiste nell’assunzione per via orale di un antibiotico) è stata messa in atto solo sui familiari stretti della donna (madre, sorella e nipote). La paziente, infatti, vive da sola, è una libero professionista e non risulta che abbia avuto contatti ravvicinati con altre persone negli ultimi giorni. Da qui la scelta di agire in tal modo».
La donna colpita da meningite era già vaccinata per il ceppo C, quello più aggressivo e per il quale la Regione ha da tempo avviato a una campagna di vaccinazione gratuita anche per gli under 45 che non sono stati vaccinati da bambini. Per il B, invece, la vaccinazione è raccomandata e gratuita per i nati a partire dal 2014, ma per gli altri resta a pagamento.
A Lucca gli ultimi casi hanno riguardato proprio questo sierogruppo: l’ultimo in ordine di tempo è quello di una 52enne sudamericana residente nella Piana ma domiciliata in Valle, colpita dal batterio a giugno 2018. «Per il meningococco C – conclude il dottor Tomasi – siamo arrivati ad avere una copertura di oltre il 90% nella fascia di età 0-20 mentre per il B siamo sotto queste soglie e dato che è presumibile che vi siano dei portatori sani è importante incentivare la vaccinazione».
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