Il Tirreno

Lucca

Associazione vega 

Senza fondi regionali il soccorso degli animali è stato sospeso

E.A

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Bagni di lucca. Sarà difficile ottenere interventi dei volontari del soccorso Vega se viene trovato un animale selvatico ferito o ucciso da un’auto sulla strada. L’associazione di soccorso è stata nei giorni scorsi al centro di giudizi critici per il mancato intervento nel caso del capriolo trovato in località Sant’Apollonia a Fornoli, dopo che era stato probabilmente colpito da una macchina. Ma, è la replica dell’associazione, chi critica non sa che la stessa a è stata di fatto dimenticata dalla Regione che, nonostante la convenzione, non ancora versato i contributi previsti. Di fatto i volontari da mesi fanno il soccorso a spese proprie e nel 2018 sono riusciti a prendersi carico di 840 animali, fra cui 77 caprioli, nelle province di Lucca e Massa. Ma ora la situazione non è economicamente più sostenibile ed è fermo il servizio per il soccorso agli animali (che in condizioni normali funziona 24 ore su 24 chiamando il 348 8860685).

«Chi trova un capo ferito o abbandonato sulle strade può chiamare i numeri di emergenza 112, 113, 115 e 118 – dice Massimo Pardini, responsabile dell’associazione Vega che ha sede a Viareggio – noi facciamo la nostra azione di volontariato con grande passione e competenza, disponendo di persone qualificate per intervenire nel caso si tratti di recuperare anche animali di grossa taglia e di quintali di peso come un daino. Se l’animale è curabile siamo in contatto con centri specializzati di Pisa e Livorno, altrimenti provvediamo alla soppressione a norma di legge. Però muoverci in un territorio così ampio ha dei costi, così come le cure prestate».

La Regione a fine anno, informa Pardini, ha rinnovato per mail la convenzione anche per il 2019, ma nella lettera non c’è traccia di pagamenti in arrivo: «A fronte di 52mila euro di costi sostenuti dagli oltre 20 volontari della nostra associazione abbiamo ricevuto 17mila euro solo nel mese di settembre. Ne aspettavamo altri 15mila a novembre, ma non abbiamo visto nulla. Siamo costernati, ma non possiamo più contare sui nostri risparmi, finiti in dodici mesi di interventi le cui spese non sono state coperte. Un ulteriore problema è rappresentato dal fatto che l’associazione dispone di cani molecolari addestratissimi e di un centro di formazione di soccorso alpino di rilievo internazionale. Anche questi servizi hanno però costi vivi che in questo momento sono a carico dei volontari. Una situazione che gli enti locali farebbero bene a prendere in considerazione: nel 2018 i volontari Vega hanno soccorso 20 persone in grave difficoltà». —

E.A



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