Il Tirreno

Lucca

martedì la seduta  

Consiglio sulla sanità raffica di critiche al sindaco Tambellini

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LUCCA. Il consiglio comunale sulla sanità previsto per martedì 5 febbraio continua a far discutere. «Un consiglio farsa con la scusa di non fare un consiglio fiume – accusa il capogruppo del M5S Massimiliano Bindocci – I lucchesi ricorderanno che il 18 dicembre 2018, su richiesta della minoranza, venne indetto un consiglio comunale aperto all’intervento dei cittadini sulla sanità. Ma all’ultimo momento, la maggioranza fece mancare il numero legale, il presidente non fece la seconda convocazione e conseguentemente il consiglio non si tenne. Il Sindaco disse che era prematuro perché non era stato ancora nominato il direttore generale dell’Area Vasta e Tambellini voleva la sua presenza in aula. Lasciamo perdere il fatto che in tal modo si è calpestato il diritto delle opposizioni in modo oltraggioso ma adesso la convocazione del consiglio di martedì chiesta dal sindaco, dal momento che ad oggi c’è solo un commissario che parteciperà e che tra poche settimane lascerà l‘incarico al nuovo direttore, è la dimostrazione che la parola di questo sindaco e di questa maggioranza non vale niente. Inoltre nel convocare il nuovo consiglio si comunica ai giornali che chi era iscritto al consiglio del 18 dicembre avrebbe parlato anche a quello del 5 febbraio. Poi in commissione capigruppo la maggioranza applica una regola che riduce certi interventi e si adotta una regola che riduce gli interventi in consiglio per escludere alcune persone evidentemente non gradite alla maggioranza».

Anche i comitati sanità non risparmiano le critiche al sindaco Alessandro Tambellini: «Ci sentiamo presi in giro – si legge in una nota – . Al posto del direttore generale che ancora non c'è ci sarà soltanto un commissario incaricato. Dunque il motivo del rinvio esiste a tutt’oggi, però il Consiglio si fa ugualmente».

«Tambellini tenta di imbavagliare il dissenso – rincara la capogruppo della Lega in Regione Elisa Montemagni – La cosa più grave sono i depennamenti di cittadini ed esponenti politici che si erano iscritti a parlare che il 5 febbraio saranno di fatto “imbavagliati” da Tambellini e dal centrosinistra». —



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