Il presidio
Ecco la cedolare secca per i negozi chiusi. Uno sconto sulle tasse per farli riaprire
Lanza (Confcommercio): «Mi auguro sia un modo per indurre i proprietari ad abbassare i canoni di locazione»
LUCCA. Fondi commerciali: arriva la cedolare secca per porre un freno al caro-affitti e dare un incentivo alla riapertura dei fondi chiusi. . Da qualche tempo ormai, associazioni di categoria e amministrazione comunale si interrogano su un fenomeno che sta trasformando il tessuto economico e commerciale di Lucca, in particolare del centro storico. Sempre più catene e franchising, sempre meno negozi di vicinato. Un mutamento determinato dal graduale aumento degli affitti per i fondi commerciali, che nel giro di pochi anni, in parallelo all’esplosione turistica di Lucca, si sono impennati (come si vede nella infografica qui a fianco). Aggiungiamoci che il dilagare dell’e-commerce sta dando una pugnalata ulteriore ai negozi di prossimità e il quadro è completo. Risultato? Grandi catene (le uniche a potersi permettere certi affitti) o negozi con le saracinesche abbassate. Piazzetta San Carlo, piazza dell’Arancio, parte di via San Giorgio sono lì a testimoniare la desertificazione commerciale di alcune aree della città.
Una mano per porre un freno a questa deriva potrebbe arrivare dalla manovra finanziaria dove è prevista la cosiddetta “cedolare secca”. Funziona così: chi deciderà di affittare un negozio oggi chiuso potrà versare solo il 21% dell’incasso al Fisco, tenendosi il resto. Un regime agevolato che esiste già per gli affitti residenziali. Secondo Confedilizia consentirà ai proprietari dei locali di risparmiare tra i mille e i 2.800 euro l’anno di tasse. Un risparmio che ci si augura possa riverberarsi sui prezzi dei canoni di affitto che di conseguenza dovrebbero abbassarsi. Possono usufruirne i negozi, magazzini compresi, con una superficie fino a 600 metri quadrati (le pertinenze sono escluse dal calcolo della superficie). C’è però un vincolo messo per evitare furberie: se alla data del 15 ottobre 2018 era in vigore un contratto tra lo stesso proprietario e lo stesso inquilino per il medesimo immobile, l’agevolazione non è utilizzabile. Basta consultare un qualsiasi commercialista per capire che il vantaggio è notevole: l’incasso dell’affitto non va ad accumularsi sul reddito dichiarato dal proprietario, che è decisivo per le tasse da versare. Se si considera che l’aliquota minima dell’Irpef è al 23%, quindi più del 21%, si capisce che per il proprietario del fondo l’offerta è conveniente soprattutto se ha altri redditti. Inoltre la tassazione agevolata sarà applicabile per tutta la durata del contratto, sei anni più sei rinnovabili.
Si tratta di una misura che potrebbe far sentire i suoi effetti anche a Lucca: «Me lo auguro – spiega Federico Lanza, presidente provinciale di Federmoda Confcommercio – Può essere un incentivo per far abbassare i prezzi ai proprietari che finora hanno dimostrato una certa rigidità su questo fronte. Alcune zone della città si stanno commercialmente desertificando: in vicolo San Carlo, piazzetta dell’Arancio e in San Giorgio ci sono molte saracinesche abbassate. Spero che anche il Comune trovi uno strumento per favorire il commercio tradizionale. Di solito – conclude Lanza – le specie in via di estinzione sono tutelate, ma i negozi non lo sono».
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