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Duecento firme per far ripristinare l’ultima corsa per Montefegatesi

Emanuela Ambrogi
Duecento firme per far ripristinare l’ultima corsa per Montefegatesi

Dibattito nel consiglio comunale di Bagni di Lucca L’assessore Melani ha spiegato la scelta con i costi

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. Duecento firme, in pratica quelle di tutto il paese, contro la soppressione della corsa Ctt Nord delle 18,30, l’ultima che arriva a Montefegatesi. E a sostegno della popolazione ntervengono forze politiche e gruppi consiliari di Bagni di Lucca, oltre al sindacato Cub Trasporti (vedi a lato). Ma il Comune non ha nel bilancio le risorse per coprire i costi di un servizio ritenuto indispensabile dai residenti del paese (a oltre 800 metri di altezza), ma giudicato non remunerativo dal Ctt per il ristretto numero di utenti che ne fruiscono. Già, la “remunerazione”. È proprio questo concetto che la popolazione respinge: se si tratta di un servizio pubblico, è l’opinione diffusa, la corsa che non rende deve essere riequilibrata da quelle strapiene, come le corse del mattino. Tanto più se, come ha fatto il Ctt Nord, il prezzo di biglietti e abbonamenti è stato aumentato in maniera molto pesante.

I duecento firmatari quindi non si arrendono. Chiedono anche verifiche sulla rispondenza del numero dei posti sui pullman e le persone effettivamente trasportate, sulle condizioni di sicurezza dei mezzi e sul rispetto delle norme sull’inquinamento. La gente di Montefegatesi è insomma pronta a una lunga e dura battaglia.

«Vivere in montagna è già di per sé una battaglia – scrivono i residenti di Montefegatesi nel documento che accompagna la raccolta di firme – sfidiamo la dirigenza Ctt Nord, la dirigenza della Regione e dell’amministrazione comunale a venire a vivere a Montefegatesi. Fin da piccoli ci abituiamo a vivere la vita in modo “faticoso”, vista la lontananza dagli altri paesi. Dalle superiori la sveglia diminuisce di un giro di lancette e la impostiamo alle 5.15-5.30. Il ritorno, quando abbiamo solamente la mattina a scuola è alle 15.50. Invece della merenda, noi pranziamo».

La nota invita a considerare che «combinare lo studio dopo scuola a qualsiasi attività extrascolastica, anche sportiva sia veramente molto dispendioso. Se invece, capita, come in molte scuole di avere rientri scolastici o corsi doposcuola l’orario di rientro sarebbe stato alle 19–19.10, impossibile. Diciamo una bella giornata lunga. Adesso non sarà più possibile dopo la soppressione di quella corsa. Ed anzi, visto che quella delle 16.30 c’è solo pochi giorni a settimana, l’ultima corsa per tornare a Montefegatesi è quella delle 15. Poi pian piano che la vita avanza, gli orari per gli abitanti di Montefegatesi rimangono gli stessi, anche all’università. Fino a che non ti trovi adulto». A quel punto, scrivono i residenti firmatari, “la situazione è variabile. C’è chi parte alle 3.20 (con entrate alle 5), chi parte alle 4 (deve essere magari a Firenze, o a Colonnata a fare i prelievi per le 6), chi parte alle 6 (per entrare come infermiera) chi invece parte in orario decente alle 7-8 e così via. C’è anche chi entra alle 21 e torna a notte inoltrata. Insomma la distanza c’è e si fa sentire».

«Questa soppressione della corsa – continua la nota – non danneggia solo i figli o gli anziani, ma tutti. Siamo abituati quindi a vite più faticose. Ma, non siamo abituati a essere presi in giro. Come è possibile “far rivivere la montagna” se si tolgono o si riducono i pochi servizi rimasti?».

La questione è stata affrontata anche in consiglio comunale, dopo l’interpellanza dei consiglieri di minoranza Claudio Gemignani e Laura Lucchesi. E qui è emerso che per riattivare la corsa il Comune dovrebbe metterci soldi che non ha. L’alternativa è riattivare la corsa delle 18,30 per Montefegatesi, ma tagliandone un’altra per una zona diversa. L’assessore Monica Melani ha spiegato che le ristrettezze di bilancio hanno indotto l’amministrazione a tutelare soprattutto le corse per chi va a scuola e quelle più utilizzate. In questo modo il costo per il Comune è sceso da 35mila a 13.500 euro. La corsa per Montefegatesi costa molto. Resterà in estate, quando in paese arrivano i villeggianti. La spiegazione non ha soddisfatto Gemignani e Lucchesi, e, restando nell’opposizione, nemmeno i consiglieri di “Progetto Rinascimento” («Chiediamo che la politica – scrivono i suoi rappresentanti – decida di impiegare le disponibilità economiche, per quanto limitate, nel sostegno alla vivibilità delle frazioni»). Ma soprattutto non ha soddisfatto i montefegatesi. —

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