Il Tirreno

Lucca

bagni di lucca 

Grandi manovre per il bando sulle terme Il 31 scade il bando

Emanuela Ambrogi

Interessamenti per un progetto di rilancio complessivo Probabile la partecipazione di Lapolla, attuale gestore

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Qualcosa si muove per le Terme di Bagni di Lucca. Mentre si avvicina la scadenza del termine (31 gennaio) per le manifestazioni di interesse a partecipare alla successiva gara per la concessione sull'uso e lo sfruttamento degli stabilimenti termali, a Bagni di Lucca si notano arrivi di professionisti e finanziatori che davvero potrebbero essere decisi a intervenire. Gli amministratori comunali incrociano le dita, ma notano un concreto risveglio di interesse che potrebbe rappresentare la base del rilancio in grande della cittadina termale, che mira di recuperare almeno in parte la fama di capitale europea della villeggiatura e della cultura che ha avuto per almeno due secoli.

Si vocifera di progetti che mirano puntare sull'altissima qualità dell'accoglienza e dei servizi nei vari complessi termali, con una rete di sedi alberghiere di grande lusso, con poche suite ad altissimo costo e destinate a un pubblico esclusivo, che cerca quiete, storia, cultura e un ambiente naturale incontaminato.

Per questo sembra complicato il progetto di chi ha proposto di realizzare nell'area ex Alce, a Fornoli, un grande albergo da 200 posti, primo approdo nella "Valle del Benessere". Intervento che comunque non sarebbe ipotizzabile se non si fosse avuta prima la conferma della certezza della assoluta salubrità dei terreni dell'area ex Alce, occupata per decenni dalla lavorazione del tannino e della carta semichimica. Certa è comunque l'intenzione dell'attuale gestore delle Terme, Vittorio Lapolla, a continuare l'attività. A lui rimarrà lo stabilimento in funzione, almeno fino alla gara alla quale dovrebbe essere interessato a partecipare. L'amministrazione comunale però ha posto dei paletti, perché intende aprire il bando a chi dimostrerà l'intenzione di procedere al graduale recupero di tutti gli stabilimenti termali, proponendo un piano di rilancio che dovrà puntare anche sul benessere e sulle attività ludiche.

Fermo restando che la nuova gestione sarà comunque tenuta a garantire la permanenza al lavoro del personale oggi in servizio alla Terme, saranno quindi analizzati con particolare attenzione i piani di ristrutturazione complessiva dell'intero patrimonio degli stabilimenti e delle acque calde e curative, che in parte la giunta guidata da Paolo Michelini vorrebbe fare arrivare anche alla Villa per metterle a disposizione di tutti i cittadini. Oggi Lapolla è proprietario dell'Albergo delle Terme, al quale arriva acqua termale dal vicino stabilimento che ha in concessione. Sarà interessato ad ampliare il suo intervento alle altre strutture termali? Una ipotesi di cui si discute in Comune, dove però si aspettano anche altre proposte.

Scaduta alla fine del 2018, la nuova concessione potrà durare fino al 2037. L’avviso esplorativo di manifestazione di interesse riguarda intanto l’affidamento in concessione del complesso, costituito dalle parti di Casa Boccella e Jean Varraud. Nella manifestazione di interesse si può indicare la volontà di avere in concessione anche il soprastante “Grande Albergo delle Terme”, oggi un rudere diroccato in uno stupendo parco abbandonato. La superficie coperta originaria è di 581 metri quadri, la superficie utile di 1.810. La volumetria originaria fuori terra è di 6.925 metri cubi. Il complesso dato in concessione, si spiega nell'avviso, dovrà essere destinato ad attività termali o a servizi ad essi connessi. Il concessionario dovrà necessariamente offrire al pubblico cure termali e riabilitazione. —



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