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Lucca

Bolsonaro: torno nella mia terra. Il gelo di Lucca, la gioia della Lega

Jair Bolsonaro, presidente del Brasile
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Jair Bolsonaro, presidente del Brasile

Una visita che divide. Il presidente-sceriffo del Brasile coi nonni lucchesi arriva l’8 maggio. Il sindaco: "Siamo molto diversi"

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LUCCA. Da Lucca a Brasilia. E ritorno. Con una data già pronta: quella dell’8 maggio, anniversario della fine della Seconda guerra mondiale. In quell’occasione il presidente del Brasile Jair Bolsonaro, esponente dell’estrema destra eletto a fine 2018 ed entrato in carica il 1° gennaio, potrebbe essere in Italia e inserire nel tour una visita a Lucca, città natale dei suoi nonni materni.

A dare la notizia è stato lo stesso presidente sudamericano nella serata di martedì in un’intervista con Bruno Vespa a “Porta a porta” su Rai 1. Parlando dell’arresto e dell’estradizione di Cesare Battisti, Bolsonaro ha ricordato che «le mie origini sono italiane, la mia famiglia è originaria di Lucca». E alla domanda su una possibile visita italiana ha parlato appunto dell’8 maggio e ha detto di aver già parlato di questo con il presidente del consiglio Giuseppe Conte o con il vicepremier Matteo Salvini («ora non ricordo chi fosse», ha ammesso il presidente). «Farò il possibile per esserci - ha proseguito Bolsonaro -, sarà la prima volta che visiterò la terra dei miei nonni».

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LE REAZIONI

Bolsonaro, ex militare, è un capo di Stato “scomodo”. Le sue idee su donne, gay, indios, tortura, disegnano il ritratto di un personaggio più che conservatore. Per molti, un fascista. Non può essere quindi considerata una sorpresa la reazione gelida del sindaco di Lucca Alessandro Tambellini (Partito democratico). Che - fatti salvi i «doveri istituzionali» - ha rimarcato che «le idee politiche di Bolsonaro sono molto lontane dalle nostre», ribadendo poi che «la nostra dimensione politica non dovrà quindi essere attenuata né confusa col fatto di accogliere un capo di Stato di cui conosciamo idee e impostazioni politiche molto distanti dalle nostre».

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Sulle bacheche Facebook diversi gruppi antagonisti hanno annunciato manifestazioni pubbliche in caso di visita di Bolsonaro mentre, all’estremo opposto, si colloca la sindaca leghista di Cascina Susanna Ceccardi che affida il proprio pensiero a un post sul sociale network: «Accoglieremo in Toscana con gioia il presidente del Brasile Bolsonaro. L'unico, che dopo molti anni di connivenza dei precedenti presidenti brasiliani, ha finalmente deciso di assicurare alla giustizia il latitante comunista Cesare Battisti. Bolsonaro ti aspettiamo!».

LE ORIGINI

Le ascendenza lucchesi di Bolsonaro emersero subito dopo la sua elezione, lo scorso ottobre. A metterle nero su bianco il sociologo Daniel Taddone, presidente dei Comites (Comitato degli italiani all’estero) di Recife ed esperto di genealogia. Contattato dal Tirreno, Taddone ha così ricostruito l’albero genealogico del presidente: «I nonni materni si chiamavano Guido Bonturi e Argentina Pardini - spiega lo studioso - ed entrambi erano nati a Lucca». Nel dettaglio, le ricerche nei registri parrocchiali e nei documenti delle anagrafi Guido sarebbe nato nel 1892 e Argentina nel 1893. A inizio del nuovo secolo sarebbero emigrati in Brasile, come tanti italiani e lucchesi. Là si conobbero e si sposarono: dalla loro unione Olinda Bonturi, mamma del presidente, oggi 91enne. Il cognome “Bolsonaro” deriva dalla radice paterna che ha derivazioni venete, tedesche e brasiliane.

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LA LIBERAZIONE

Se Bolsonaro viene accusato di fascismo, è quasi paradossale che la sua eventuale visita possa avvenire in occasione proprio della sconfitta del nazifascismo in Europa. Una storia nella quale il Brasile ha un ruolo importante anche in Toscana: i soldati verdeoro arrivarono insieme agli Alleati e dopo aver combattuto in Versilia (liberarono Camaiore) si spostarono più a nord, verso Pistoia e la Linea Gotica.

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