Il Tirreno

Lucca

giovani 

Pochi spazi per fare musica e stare insieme

R.L.

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Studia chitarra all’istituto Boccherini e sogna una brillante carriera come insegnante di musica, ma non disdegnerebbe l’opportunità di avviare contemporaneamente anche un progetto individuale o in una band. Nel frattempo ambirebbe farsi notare nella sua città e soprattutto nel quartiere in cui vive, ma le opportunità sono zero, perché la zona è priva di luoghi idonei e i giovani sono costretti a spostarsi per fare e ascoltare la musica che desiderano. Giacomo Tomei è giovanissimo e vive a Sant’Anna: «Mancano attività per i giovani e luoghi di ritrovo dove gruppi emergenti possano farsi conoscere al pubblico. Qua in inverno dopo le 20 c’è il coprifuoco, ma non cambia niente nel periodo estivo e noi giovani dobbiamo andare altrove. Bisognerebbe individuare un edificio o un capannone, poco importa se un po’ decentrato, ma adatto alle nostre esigenze, dove poter fare musica anche dopo le 24. Sarebbe un sogno ma, non sono molto ottimista, perché purtroppo a Lucca c’è poca predisposizione per le novità e si riesce sempre a complicare le cose, rimandando importanti opportunità».

La pensa così anche Virginio Giovanni Bertini che denuncia la quasi totale assenza di centri di aggregazione sociale, ricreativa e culturale: «La parrocchia non è sufficiente, i cittadini e soprattutto le giovani generazioni, hanno bisogno di luoghi nei quali promuovere eventi e serate di svago. Lucca, conclude, ha fatto tanto per il Summer Festival, ma non ha fatto una politica musicale e culturale rivolta ai giovani, perdare loro la possibilità di emergere». —

R.L.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani