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SìAmo Lucca all’attacco: «Il sindaco sbaglia sulle cure ai migranti»

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LUCCA. «Il decreto Salvini trova pieno rispetto della Costituzione nella sua promulgazione. Chi ne ha diritto e' libero di impugnarne il contenuto, ma con altri strumenti che non siano la non applicazione della legge da parte dei sindaci». Lo sottolinea in una nota il consigliere comunale di SiAmoLucca, Alessandro Di Vito. «È pienamente condivisibile l’articolo 13 del decreto legislativo, mentre non è vero quanto dichiarato alla stampa dal sindaco di Lucca, secondo cui lo stesso articolo 13 "stabilisce che il permesso di soggiorno rilasciato a un richiedente asilo non è sufficiente per iscriversi all’anagrafe e, di conseguenza, al servizio sanitario nazionale". Invece Tambellini - spiega Di Vito- deve sapere che la tutela sanitaria è pur sempre garantita allo straniero extra-comunitario, migrante o meno, (decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286) in quanto gli viene aperta una posizione sanitaria nominata stp (straniero temporaneamente presente) anche con semplice dichiarazione dei dati anagrafici e dello stato di indigenza (non è necessario un documento identificativo). In questo modo il “migrante” può accedere a cure urgenti, cure essenziali e alle cure continuative ovvero il tesserino garantisce anche assistenza della gravidanza e della maternità, assistenza della salute del minore, vaccinazioni, profilassi internazionale, profilassi e cura delle malattie infettive, cura e riabilitazione in caso di tossicodipendenza. La sua validità è su tutto il territorio nazionale della durata di 6 mesi».

Di Vito sottolinea anche che la relativa spesa grava sui cittadini italiani. «Ritengo quindi che le cure mediche siano ancora pienamente garantite e la questione sollevata da Tambellini è solo una conferma di voler screditare un governo eletto democraticamente e con una maggioranza reale - aggiunge il consigliere Di Vito - che ha virato la politica sui migranti in modo diverso da chi ha gestito l’Italia in passato. Invito il sindaco a verificare quanto da me sostenuto, a riferire in consiglio comunale anche riguardo all’entità economica sui cosiddetti stp che gravano sul nostro territorio e all’interno della Conferenza dei sindaci». —



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