Il Tirreno

Lucca

Gabriele bianchi (m5S) 

Morte in carcere a Lucca «Fatto gravissimo chiediamo chiarezza»

Morte in carcere a Lucca «Fatto gravissimo chiediamo chiarezza»

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Il consigliere regionale del M5s Toscana Gabriele Bianchi interviene sul caso di Massimo Tamagnini, l’uomo di 55 anni morto in carcere al San Giorgio mentre attendeva l’udienza per gli arresti domiciliari.

«Un fatto gravissimo che ci addolora, chiediamo chiarezza – scrive Bianchi – da tempo denunciamo le gravi carenze degli istituti di pena. È veramente doloroso ascoltare queste notizie, dopo appena poche settimane dal nostro “tour carceri” del M5S regionale nelle carceri toscane. Abbiamo assistito alle gravi carenze di risorse e personale in cui versano gli istituti penitenziari e alle difficoltà cui si trovano a sopperire per dare la giusta dignità a chi vi lavora e a chi deve scontare una pena. Ci stringiamo al dolore umano che un gesto del genere suscita e attendiamo che si faccia chiarezza sull’accaduto e sulle eventuali responsabilità».

«La nostra visita all’istituto di Lucca – riprende il consigliere – ebbe un report che registrava delle criticità nella media delle prime cinque carceri visitate in Toscana dove, a fianco a una carenza del personale penitenziario, si registrava a Lucca un affollamento lieve dei detenuti rispetto alle realtà di Firenze, Prato, Livorno o Pisa. In tutti gli istituti comunque abbiamo registrato che si soffre di carenza di educatori e di mediatori culturali. Dopo troppi anni di noncuranza nelle gestioni degli istituti penitenziari, siamo certi che il nuovo corso, partito con il ministro Bonafede, dia una svolta decisiva ad anni di abbandono. Dal ministero della Giustizia registriamo un primo blocco importante di misure e risorse da 196 milioni e di nuove assunzioni nel comparto penitenziario. Una delle priorità di questo governo è ridisegnare il comparto giustizia». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera