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economia 

«Patto tra sindacati categorie e Comuni Così si rilancia lo sviluppo locale»

Barbara Antoni
«Patto tra sindacati categorie e Comuni Così si rilancia lo sviluppo locale»

La proposta del segretario generale della Cgil provinciale alle porte del 2019. «Più incentivi a chi investe in loco»

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Un patto fra i sindacati, Confindustria, Confcommercio e altre associazioni di categoria, coinvolgendo anche le amministrazioni comunali. Un patto «per rilanciare lo sviluppo del territorio e la politica che ci sta dietro», è la proposta del segretario generale della Cgil provinciale Rossano Rossi. È anche il suo messaggio di fine anno a Lucca e provincia. «Il 2018 - considera - ha dato qualche segnale di ripresa produttiva, ma non coniugato a un ritorno occupazioneale ed economico. I posti di lavoro che si sono ricreati non hanno le caratteristiche dei vecchi, sono posti per la maggioranza precari. L’Italia è seconda in Europa per “lavoro povero”: la gente lavora ma lo stipendio è troppo basso per arrivare a fine mese. I settori più a rischio sono terziario, commercio, turismo. Nelle grandi aziende il lavoro è retribuito in modo più dignitoso». Altro dato che preoccupa Rossi è il tasso di disoccupazione che non scende: «A Lucca a fine 2017 era al 10,9%, più alto della media regionale di dieci. Eppure Lucca ha un tasso di produttività notevole. Chi fa più le spese del precariato sono le donne. Se il rapporto per gli uomini è di un precario ogni quattro lavoratori stabili, per le donne si ribalta: una stabile ogni quattro precarie, un fatto grave».

Non aiuta lo sviluppo, per il segretario Cgil, «la manovra del governo gialloverde, che non fa investimenti e umilia l’economia reale e comparativa, anche a Lucca e provincia. Su questo territorio ci sono imprenditori che investono: si dovrebbe andare loro incontro, agevolarli di più di quanto si faccia».

Rossi fa poi una carrellata sui singoli settori. «Tiene il cartario - dice -, che sta investendo anche su innovazione e compatibilità ambientale, su ricerca per consumare meno energia. Un settore imponente, con 7.500 addetti diretti e 1.500 indiretti. A ruota il settore delle macchine per cartiere: in provincia cento stabilimenti con 2.300 addetti. Leader nel mondo».

Mille occupati per il lapideo. «Qui - sottolinea Rossi - esiste il problema della lavorazione in loco. I blocchi si staccano dalle nostre montagne per essere lavorati altrove: vorremmo almento arrivare a un rapporto del 50% fra materia estratta e portata via e quella lavorata in loco. Quest’anno per questo settore abbiamo fatto un buon contratto provinciale».

“Luci e ombre” per il segretario generale Cgil stanno sopra «la nautica a Viareggio, settore di grandi prospettive, che fa prodotti bellissimi ma quando si vanno a vedere le lavorazioni si vedono troppe esternalizzazioni. Uno sviluppo antico, basato su sfruttamento ed esternalizzazione mentre invece dovrebbe privilegiare il proprio territorio, la propria forza lavoro. La nota più dolente è il tessile calzaturiero, i casi Conte of Florenze, Nora Spirale, ex Rontani parlano da soli. Ma in parte anche il settore chimico e le costruzioni».

Politicamente la Cgil pone cinque punti: «Più investimenti - dice Rossi - più lavoro qualificato, guerra al lavoro nero, alla concorrenza sleale. Da qui la proposta del patto». E poi le infrastrutture, «unica possibilità di rivitalizzare il territorio. Manca uno sbocco a nord e un collegamento migliore tra Mediavalle e Lucca. Questo è un territorio ricco, ma la logistica e difficile». —

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