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Il caso San Giorgio davanti al ministro
Il senatore dem Marcucci presenterà un’interrogazione sulla sezione ristrutturata con fondi statali e mai usata
Centodieci detenuti ospiti, per metà italiani e per metà stranieri, «un sovraffollamento parziale». Troppo poche le occasioni per i reclusi di svolgere attività durante le giornate in carcere: anche questa pressione quotidiana può essere fra le cause di risse e scontri a vario titolo fra i detenuti. Ecco perché gli spazi ricreativi, per i detenuti del San Giorgio sono fondamentali: c’è un’intera sezione ristrutturata e inutilizzata.
All’uscita della sua visita annuale al carcere San Giorgio - effettuata ieri mattina con il consigliere regionale del suo schieramento Stefano Baccelli, e caduta in un momento di particolare tensione nel carcere per la morte naturale di un detenuto e le agitazioni tra i reclusi che sono scoppiate - il senatore dem Andrea Marcucci traccia un’analisi della situazione nel carcere lucchese.
«La magistratura sta seguendo il caso del del detenuto deceduto - dice Marcucci -. Non ci permettiamo di entrare nel merito. Sappiamo soltanto che l’uomo aveva problemi di salute».
Marcucci non nasconde la preoccupazione per gli incidenti che si sono svolti nel carcere successivamente: battiture di ferri (in particolare dopo la morte del detenuto, avvenuta il 26 dicembre), ma anche di risse, con molte probabilità, per quanto si apprende, non collegate al decesso ma scoppiate fra detenuti per altri motivi.
Marcucci annuncia che porterà all’attenzione del parlamento il caso della sezione inutilizzata del San Giorgio, il padiglione 8 visitato giusto ieri. «Presenterò un’interrogazione parlamentare al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Il recupero è stato fatto con fondi statali: il ministro si deve fare carico della situazione e mettere il carcere in condizione di usare la sezione. Chiedo che anche il garante dei detenuti e i comuni di Lucca e Viareggio monitorino la situazione», spiega alla fine della visita.
Il padiglione è stato ristrutturato e completamente arredato grazie a fondi statali per circa 900.000 euro: ma da quando i lavori sono stati completati (circa un anno fa), il grande spazio destinato ad attività di recupero e formazione dei detenuti, finora non è stato mai usato, perché mancano attività e personale.
«In prima istanza il problema del San Giorgio è la struttura - afferma Baccelli -, ne hanno convenuto anche la vice direttrice e gli agenti che abbiamo incontrato. Ho proposto, per le attività complementari, di coinvolgere il volontariato lucchese, ma deve essere il ministero a dire cosa vuol fare nel padiglione 8. Vi si potrebbero svolgere corsi di teatro, attività culturali e socializzanti: potremmo provare a coinvolgere strutture del territorio, ma il ministero deve intervenire per inserire nuove unità di personale che consentano di tenere aperta la struttura».
«Credo - conclude Baccelli - che il San Giorgio, bene culturale inadeguato e non efficacemente adeguabile per un istituto penitenziario sicuro e moderno, se destinato ad altre funzioni, ad esempio ricettive, sarebbe valorizzabile per lo sviluppo turistico di qualità del centro storico». —
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