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«Come può un piccolo albergo avere un dato del genere?»
Il comitato fornisce i dati del 2016: hotel Ilaria a quota 20mila «Da anni segnaliamo anomalie e chiediamo controlli ma non ci risulta siano stati effettuati»
LUCCA. Tra i primi a intervenire sugli accessi al portale delle targhe da salvare è Claudio Casotti, del Comitato vivere il centro storico, che si dice allibito: «Che la gestione degli inserimenti sul portale fosse, se non anomala, quanto meno curiosa ci risulta fin dal 2016 – scrive in una nota allegando i dati delle sole strutture ricettive – Il fatto che un albergo, a dispetto di poche camere, possa avere clienti con decine di migliaia di veicoli che devono scaricare i bagagli farebbe nascere a chiunque delle domande più che legittime. A chiunque, ma, come sembra, non all’amministrazione lucchese, visto che sono quasi due anni che ci confrontiamo con l’assessore di competenza ottenendo delle generiche rassicurazioni di severi controlli che però, almeno finora, non ci risulta che siano mai stati effettuati». Stando ai dati forniti da Casotti e protocollati dal Comune, nel 2016 l’hotel Ilaria aveva addirittura 20.694 inserimenti e non essendo inseriti Comics, Summer e altre associazioni (Misericordia o curia) si giocava il primo posto con la Casa di cura Santa Zita ferma a 19.479. «Sicuramente – prosegue – è tutto a posto e siamo sicuri che non c’è un “mercato” dietro a questi inserimenti. Tuttavia considerato che, non essendoci controlli efficaci, l’onestà degli operatori è lasciata a loro completa discrezione e sarebbe atto dovuto rassicurare i cittadini che le cose vanno per il verso giusto fornendo dati inequivocabili. Come può l’operatore onesto e ligio ai suoi doveri, così come il residente che non trova mail il posto dove parcheggiare nemmeno dopo che ha pagato 100 euro per il secondo permesso, essere certo che non ci sia il “furbetto di turno” che fa un favore, disinteressato o a pagamento, a parenti o amici, oppure ad attività “sorelle” facenti parte dello stesso gruppo se ci sono rassicurazioni da parte di chi controlla? Il fatto poi che non ci siano varchi in uscita consente al “furbetto di turno” di parcheggiare sugli stalli gialli fino a che vuole, contando sul fatto che, con l’attuale organico dei Vigili, qualsiasi controllo in tal senso è di fatto impossibile. Nonostante il nostro interessamento ci risulta che da molti anni non vengono effettuati controlli efficaci incrociando i dati fra permessi e registri contabili, con la conseguenza che eventuali “furbetti” avrebbero modo di continuare a rimanere tali ed impuniti». Casotti chiama in causa il segretario comunale: «Ci riserviamo di esporre la situazione non più all’assessore responsabile bensì direttamente al segretario comunale affinché egli possa rassicurare la cittadinanza che l’amministrazione ha svolto i controlli di legge, che non sono stati lesi diritti comuni e che la tassa di soggiorno pagata dagli albergatori sia proporzionale al numero di inserimenti effettuati sul portale web. Ci farà piacere ottenere conferma che non si è verificata alcuna omissione da parte degli enti preposti al controllo e che l’interesse generale sia stato tutelato». —
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