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il caso 

Nell’omelia di Natale il vescovo è solidale col sindaco minacciato

Nell’omelia di Natale il vescovo è solidale col sindaco minacciato

Monsignor Castellani parla di accoglienza, tolleranza e cita «gli auguri di morte a chi presiede al bene comune di Lucca»

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lucca. Un’omelia ripresa da Papa Francesco quella che il vescovo Italo Castellani ha pronunciato durante la messa della notte di Natale nel duomo di San Martino. Un’omelia sul senso dell’accoglienza, sulle aspettative di gesti di accoglienza e tenerezza, durante la quale - poco prima di concludere - il vescovo si sofferma anche su «la nostra società, l’umanità dei nostri giorni - secondo gli osservatori sociale “arrabbiata, rancorosa, incattivita” e provata da ragici sussulti di terrorismo - attende di essere “avvolta in fasce” da uomini e donne testimoni di qualità di relazioni umane e da testimoni evangelici di “Cristo nostra pace”» e su un «fatto accaduto: in questi giorni sono stati espressi “auguri di morte” alla persona che, con passione e generosità, presiede al bene comune garantendo i principi della Costituzione nella nostra città: interpretando i sentimenti san della cittadinanza esprimo vicinanza e solidarietà al nostro sindaco e all’istituzione che rappresenta».

Anche dal vescovo giunge così la condanna alle minacce e alle ingiurie di cui è stato oggetto, nel pomeriggio di sabato 22 settembre, il sindaco Alessandro Tambellini, preso di mira sui social da persone che gli hanno augurato la morte perché lui e la sua amministrazione avevano appena annunciato che d’ora in avanti chi vorrà usufruire di luoghi e spazi pubblici dovrà sottoscrivere una dichiarazione di antifascismo, antirazzismo, di non condividere idee di omofobia o xenofobia ma di fare propri, invece, i principi della Costituzione.

Una ventata di odio che ha sconvolto la città: istituzioni, associazioni, formazioni politiche di centrosinistra e centrodestra (poche escluse) hanno espresso solidarietà al sindaco.

Adesso anche il vescovo, che nella sua omelia ha fatto proprio, con energia, il suo messaggi di pace e accoglienza contenuto nella frase “avvolgere in fasce”: avvolgerci «i nostri rifugiati, extracomunitari, ogni persona segnata dalla diversità; noi chiamati a maternità e paternità, vocazone e missione educativa di accoglienza e accompagnamento alla vita; la nostra società, l’umanità di oggi; i nostri bimbi, gli adolescenti, i giovani, gli anziani e gli ammalati». —

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