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Lunardi, il volo fallito e gli spettatori inferociti

Lunardi, il volo fallito e gli spettatori inferociti

Via del Pallone deve il suo nome al tentativo del pionere della mongolfiera che dopo le esperienze inglesi volle tentare anche a Lucca. Ma non gli andò bene

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Nell’Hertfordshire, contea dell’est dell’Inghilterra, il visitatore si può imbattere in un blocco di pietra sul quale è inciso un ricordo dell’impresa compiuta a metà settembre del 1784 da “Vincent Lunardi of Lucca, in Tuscany”. Per due ore e un quarto, infatti, il pioniere dell’aeronautica era stato in volo sulla sua mongolfiera che, partita da Londra si era appunto fermata in queste campagne. Se le cose fossero andate diversamente (la storia non si fa con i “se” e con i “ma”, ma a volte fare ipotesi può essere suggestivo), un’iscrizione del genere avrebbe potuto leggersi oggi nei pressi di piazzale Verdi, a due passi da via del Pallone, la strada che passando sotto le Mura porta verso Corso Garibaldi. Questa strada – secondo la lettura più accreditata – deve il suo nome proprio all’intraprendente lucchese.

Per spiegare cosa avvenne a fine Settecento, bisogna risalire al periodo inglese di Lunardi. Dopo il volo del 1784, che aveva organizzato seguendo da vicino le imprese dei fratelli Montgolfier in Francia, Lunardi si ripeté altre volte nella terra di Albione. Questo almeno fino al 1786, quando un incidente a Newcastle provocò la morte di un giovane assistente. Lunardi decise allora di rientrare in Italia. E nel giugno del 1788 provò a organizzare un volo con partenza dal “Prato del marchese”, fra piazzale Verdi e piazzale San Donato. Il 17 di quel mese (Lunardi evidentemente non era superstizioso…) furono in tanti quelli che arrivarono all’interno delle Mura, pagando un biglietto salato. Fra loro – raccontano le cronache – anche i figli del Granduca di Toscana. L’esperimento andò male, malissimo. Il meccanismo di gonfiaggio della mongolfiera ebbe un guasto e il pallone non riuscì a sollevare Lunardi. Inutile fu anche la collaborazione di emergenza prestata da alcuni degli spettatori.

Lunardi dovette abbandonare la sua città natale, che non gli ha mai portato fortuna né, soprattutto, è stata in grado di ricordare degnamente quello che rimane un pioniere mondiale del volo, come spesso ricorda Massimo Raffanti, che si è fatto carico della ricerca e della divulgazione su Lunardi. Dell’impresa (mancata) del giugno 1788 non rimase, dunque, nessuna iscrizione trionfante ma solo l’intitolazione di via del Pallone. Una strada oggi caratterizzata dalla vicinanza con l’ex Manifattura tabacchi e, in particolare, della porzione che ancora non è stata interessata dai lavori di recupero. A caratterizzare questo tratto è anche il “tunnel” che si è formato con la congiunzione fra la casermetta San Paolino e la manifattura stessa: proprio qui si apre la porta per entrare nello splendido sotterraneo del baluardo, recuperato integralmente pochi anni fa e che ospita anche una sala in ricordo di Vania Vannucchi, la donna uccisa dall’ex compagno nell’agosto 2016.

il progetto

Con l’articolo di oggi si conclude il viaggio di #viedilucca, intrapreso con Luca Silva e Andrea Dovichi, local manager di Instagramers Italia. A presto, anzi a prestissimo, con una nuova iniziativa per il 2019. —

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