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«Sì all’intitolazione, ma si cambi la richiesta»
Il sindaco favorevole a dedicare una piazza alle tre donne uccise dai tedeschi, ma contesta la ricostruzione storica
Bagni di lucca. Sì all’intitolazione del parco pubblico di Gombereto alle tre donne vittime dei nazifascisti, ma non con la motivazione addotta dal consigliere Claudio Gemignani, presidente della locale associazione paesana: è quanto sostiene il sindaco Paolo Michelini, che si schiera con l’Anpi. Motivo del contendere, appunto, la motivazione, che poggia su quanto lasciato scritto dal parroco dell’epoca Adami, ufficialmente annoverato tra i sostenitori attivi del fascismo e per il quale l’atroce delitto fu in sostanza la rappresaglia ad altri attacchi efferati dei partigiani verso le truppe tedesche. Una ricostruzione contestata subito dall’Anpi, che aveva stigmatizzato l’incongruità di citare come testimone dei fatti un personaggio che stava apertamente dalla parte dei nazifascisti.
Una posizione che sostiene anche il sindaco Michelini, che chiede a Gemignani di ritirare la proposta dell’intitolazione, non per la sua sostanza, ma per la motivazione non rispondente a suo dire alla verità storica: «Fin dal primo momento del ricevimento della richiesta dell’intitolazione alle tre donne uccise dai tedeschi sono rimasto sorpreso che, a corredo della richiesta stessa, venisse allegata una citazione del diario del parroco Adami che parla addirittura di “eccidio di soldati tedeschi” da parte di una brigata partigiana a Fabbriche di Casabasciana, dove la battaglia fu fondamentale per la liberazione di Bagni, e dove tutti gli anni in luglio poniamo una corona a ricordo dei caduti. Nulla da dire sull’intitolazione alle tre donne, ma mi pare improvvida la citazione riportata. Bene ha fatto l’Associazione Partigiani di Bagni a stigmatizzare il fatto. L’amministrazione è da sempre al loro fianco, in prima linea nelle celebrazioni e nel ricordo delle vittime dei nazifascisti. Siamo favorevoli all’intitolazione, ma pretendiamo però una presa di distanza da parte dell’associazione richiedente eun ritiro dell’allegato alla richiesta». —
Emanuela Ambrogi
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