Il presidio
La solidarietà che nasce dal sorriso
Quello di Alice Benvenuti: in suo nome e dell’associazione a lei intitolata, il Concerto di Natale ha raccolto circa cinquemila euro
lucca. Oltre seicento persone nella chiesa di San Francesco (praticamente al tutto esaurito), la musica che risuona nei diciotto brani che sono stati la colonna sonora della serata, e sul grande schermo alla fine - poco dopo la mezzanotte - le immagini di Alice che scorrono: Alice che gioca a pallavolo, che strizza l’occhio, che sorride, truccata di tutto punto, anche dalla sua camera al Meyer. È stato molto di più di un semplice successo il “Concerto di Natale” organizzato sabato dalla Alice Benvenuti onlus, l’associazione fondata da Lucia Betti e Mario Benvenuti, genitori della ragazza scomparsa per una malattia a marzo 2018. Un evento unico, perché è riuscito a coinvolgere fino nel profondo una larghissima comunità e ha fatto arrivare il messaggio positivo: «Sorridi sempre alla vita». È stato il motto di Alice, sempre.
E grande è stata la risposta del pubblico: le offerte, che saranno devolute alle famiglie dei bambini con problemi oncologici del reparto dell’ospedale Meyer, ammontano a circa cinquemila euro. Dai genitori, il ringraziamento alla Fondazione Cassa di Risparmio che ha messo a disposizione San Francesco («senza la quale il concerto non sarebbe stato possibile», dicono), all’Orchestra del Giglio, al maestro Grazia Rossi («una persone spettacolare», parole di babbo Mario), agli artisti che hanno cantato i brani, agli attori di “Teatro e non solo” (Chiara Savarese è stata la voce di Alice), al conduttore Claudio Sottili. I testi letti e recitati erano stati scritti dai genitori di Alice di loro pugno: una conversazione, in più punti, tra loro e la figlia, conclusi con lei che dice «vi lascio un messaggio di serenità: sorridi sempre alla vita, babbo, sorridi sempre alla vita, mamma». Tutte le immagini scorse, in un video costruito dai genitori, raccontavano un’Alice conosciuta, nelle sue immagini pubbliche. È così che la serata è riuscita a mantenere due profili paralleli: «Quello della riservatezza, che contraddistingue me e Lucia ed era una caratteristica anche di Alice», spiega Mario Benvenuti, e quello pubblico, dell’impegno dell’associazione, della condivisione di un evento come questo. «Una sola frase è sfuggita al nostro privato - racconta Mario -: una frase di Alice, che un giorno ha detto alla mamma “mi dispiace per voi che non ce la faccio”».
Una colonna sonora toccante, non casuale, composta da Mario e dai musicisti: un percorso, in realtà, con la partenza fatta di brani freschi, gioiosi che danno il senso della nascita e della crescita fino ad arrivare ad Alice quasi donna, diciannove anni, con le sue passioni: come Hedwig’s theme, da Harry Potter, il suo film preferito. E con il finale intimista: “Almeno tu nell’universo” e “Bittersweet Simphony”, una dedica dei genitori. —
B.A.
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