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Lucca

la denuncia 

«Adolescenti malati di Fortnite Siamo arrivati alla ludopatia»

«Adolescenti malati di Fortnite Siamo arrivati alla ludopatia»

L’allarme arriva dal negozio Game Tekk. «Abbiamo bloccato il budget ricariche Un genitore ci ha raccontato che il figlio aveva speso 700 euro con la sua carta»

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lucca. Hanno registrato in modo sempre più insistente, al limite dell’ossessione, la richiesta di ricariche per giocare a Fortnite, videogioco sviluppato nel 2017 da Epic Games. Tanto che hanno deciso di limitare le ricariche, limitando il budget a mille euro mensili, non di più.

Davide Ianniello, 45 anni, titolare da vent’anni del negozio Game Tekk di Sant’Anna (punto vendita di un franchising con sede a Bologna), con il suo collaboratore Nicola Vannucchi, in questi giorni che precedono il Natale, tra tanto lavoro in negozio hanno trovato il tempo per uno sfogo sulla mania che considerano «compulsiva, una ludopatia» da parte di ragazzi fra dieci e sedici anni di acquistare sempre nuovi aggiornamenti di Fortnite, che dilaga tra gli adolescenti in questa fascia di età.

«Siamo stremati - spiega Ianniello - da questa pseudo moda che sta diventando malattia: i ragazzi mandanno nonni e genitori da noi per “shoppare” Fortnite. Non possiamo smettere di fare le ricariche, ma di ridurre il budget sì. Negli ultimi due anni abbiamo visto quadruplicare la richiesta. Il nostro sfogo - spiega dopo la pubblicazione di un post su Facebook divenuto in pochi minuti virale - nasce da una motivazione etica. Non vogliamo essere i pusher di una cosa che non fa bene ai giovani. Perché la meccanica di Fortnite è quella dei giochi pay-to-win (pagare per vincere, ndr) e nasce da un gioco che si può scaricare gratis. Ma dopo i ragazzi trovano sul web lo youtuber che li incita ad acquistare gli aggiornamenti, solo se li acquisti sei “figo”».

Un caso il titolare di Game Tekk lo ha toccato con mano: «Un genitore lucchese ci ha raccontato di avere scoperto degli acquisti di ricariche di Fortnite per circa settecento euro con la sua carta di credito: li aveva fatti di nascosto il figlio. Il fatto è che i genitori quando vengono ad acquistare le ricariche per i figli sono inconsapevoli di quello che stanno comprando».

Fortnite che impazza sta anche facendo terra bruciata nel settore dei videogiochi: i ragazzi molto giovani vogliono solo le ricariche. «Non vengono più richiesti altri videogiochi, il nostro settore è completamente sconvolto da Fortnite, che innesca un meccanismo di dipendenza e gioco compulsivo: siamo alla ludopatia. Nel nostro settore è quello che pensano in molti ma nessuno finora lo aveva mai detto pubblicamente».

Da quando il post ha cominciato a circolare, il negozio di Sant’Anna è stato subissato di telefonate da parte di genitori «che ci ringraziavano perché avevano capito il motivo delle richieste dei propri figli», continua Ianniello.

«Vogliamo provare a fare una mobilitazione tra operatori del settore - conclude -. Nel Nordeuropa i videogiochi che si basano su questi meccanismi sono stati paragonati al gioco d’azzardo e vietati ai minori. Occorre fare un’opera di moralizzazione anche qui da noi». —



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