Il presidio
Coperte e cucce per tutti nel canile di Parezzana
Le volontarie aprono le porte della struttura in cui sono ospitati 27 cani: «Qui stanno bene e lo spazio non manca di certo»
Dentro al canile di Parezzana sono rimasti in pochi: ventisette cani, alcuni anche molto vecchi. Niente a che vedere con i numeri di una decina di anni fa quando i cani ospitati erano anche più di cento.
Una struttura realizzata all’interno di un terreno privato a due passi dalla centrale elettrica e da via della Chiesa, nel cuore della campagna lucchese.
A fare gli onori di casa, ieri pomeriggio, è stata una delle volontarie storiche dell’associazione “Qua la zampa” che da quasi 20 anni, tutti i giorni, si occupa di accudire gli animali ospitati nel canile. Quando arriviamo è intenta nel lavoro ma con molta serenità ci accompagna a visitare tutto il canile mostrandoci ogni angolo della struttura. «Ecco, questa è l’infermeria - dice aprendo la porta di un prefabbricato - vedete quante coperte abbiamo? - aggiunge poi indicando una pila di plaid e piumini accatastati uno sull’altro - non abbiamo certo un bisogno urgente. E anche di cibo ne abbiamo a sufficienza. In più la struttura è anche controllata la notte da un servizio di vigilanza che passa ben due volte. Se non avessimo avuto a cuore la sorte di questi cani non avremmo certo predisposto tutto questo».
È molto amareggiata Valeria per i messaggi rimbalzati in maniera incontrollabile su Facebook; post che in alcuni casi hanno descritto il canile di Parezzana come una struttura deficitaria, con gli animali tenuti al freddo e le volontarie accusate di maltrattamenti nei confronti dei cani. Non si capacita di quello che è successo in Rete, probabilmente a partire da un post nato a fin di bene con l’intento di racimolare qualche coperta da portare al canile ma poi degenerato in una serie di messaggi denigratori nei confronti della loro attività.
Attività, che ci tiene a specificare anche lei, «viene svolta su base volontaristica dai sette soci dell’associazione» presieduta da Daniela Menichetti che poi è anche la proprietaria del terreno nel quale è stato realizzato il canile. Una struttura sulla quale però incombe un’ordinanza di dismissione. «Fino a che ci sarà anche un solo cane noi potremmo continuare a stare qui - dice la volontaria - poi il canile chiuderà. Già da tempo non possiamo più accettare nuovi ingressi e da una parte è un peccato perché abbiamo tanto spazio inutilizzato». Da quando il numero dei cani è diminuito infatti, le volontarie hanno anche allargato le gabbie. In più ogni cane ha la sua cuccia con tanto di copertine all’interno. Le ciotole sono tutte piene di cibo e acqua. «Ci sono cinquanta recinti vuoti - dice Valeria - potremmo accogliere altri cani che magari stanno male e avrebbero bisogno. Questo sarebbe stato davvero un bel canile ma purtroppo tra qualche anno al massimo non ci sarà più niente. Sono davvero dispiaciuta». —
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