Il Tirreno

Lucca

procura  

Molotov al distributore chiesto il processo per sedicente anarchico

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Molotov contro un distributore dell’Eni, la procura chiede il processo: l’udienza preliminare si terrà il 18 gennaio.

Chiuse le indagini della Digos, la magistratura requirente ha esercitato l’azione penale nei confronti di Mauro Rossetti Busa, 60 anni, responsabile dei due attentati incendiari avvenuti a inizio febbraio a Lucca. Nei suo confronti i capi di imputazione sono atti di terrorismo e incendio doloso.

L’uomo, sedicente anarchico, attorno alle 21 del 1° febbraio dette fuoco a una pompa di benzina del distributore Eni di viale Puccini, a Sant’Anna, e poi lanciò una molotov contro il portone di un’abitazione di via Michele Rosi, in centro. Probabilmente sbagliando obiettivo. Il “terrorista in bicicletta” lo ha definito qualcuno, dato che quella sera tutti gli spostamenti di Busa avvennero in sella a una due ruote. Impacciato, incauto e poco preciso, ma nonostante questo pericoloso: solo per un caso fortuito le sue azioni non ebbero conseguenze ben più gravi. La polizia fu svelta a indirizzare le indagini sulla pista giusta: gli agenti delle volanti, coordinati dal commissario Fabio Scalisi e gli investigatori della Digos diretti da Leonardo Leone capirono subito che dietro quel “bombarolo” maldestro c’era una vecchia conoscenza della questura. Decisive le immagini delle telecamere di videosorveglianza del distributore e la descrizione di un testimone.

Busa venne rintracciato attorno alla mezzanotte nella sua abitazione di Sant'Anna, in via Turati: i vestiti ancora impregnati dell'odore di benzina e la bicicletta bagnata dalla pioggia, nonostante fosse al riparo sotto una tettoia. Non disse niente agli agenti che lo arrestarono in flagranza con un’accusa pesante: atti di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi. Busa dovrà rispondere anche di evasione, dato che la sera in cui ha commesso le azioni per cui è indagato era ai domiciliari per un furto commesso a dicembre. L’uomo è attualmente rinchiuso nel carcere di Lucca dove sta scontando un’altra condanna in quanto membro di una gang di malviventi dedita ai furti in appartamento. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera