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la storia 

«Maleducazione»: protestano cinque turisti

B.A.

Si sono rivolti a Federconsumatori di Vercelli, dove vivono, per segnalare il comportamento di due vigili a Lucca

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lucca. La segnalazione arriva da Federconsumatori Vercelli. Oggetto: «comportamento non professionale di una pattuglia di vigili comunali». Il caso risale al 13 dicembre, una settimana fa quindi. Ha coinvolto cinque persone, cinque amici (in età fra cinquanta e sessant’anni) tifosi della Pro Vercelli. Quel giorno erano venuti a Lucca per assistere alla partita con la Lucchese. «Visto che a Lucca non eravamo mai stati - spiega uno dei cinque, il signor Lino Totaro - abbiamo pensato di partire presto, la mattina, per visitare la città prima di andare allo stadio per la partita». Verso le 11 parcheggiano l’auto in via Gramsci, all’altezza del civico 155. Al momento dell’arrivo, recita la segnalazione di Federconsumatori, «non vi erano cartelli che segnalavano la non possibilità di parcheggiare (peraltro, tutti i posti erano occupati con altre auto). Verso le 16,30, di ritorno per recuperare l’auto, scoprono che le vetture parcheggiate erano state portate via da carri attrezzi su richiesta dei vigili urbani». Così cercano di informarsi su come e dove recuperare l’auto. Vedono una pattuglia di vigili urbani, un uomo e una donna, si avvicinano per fare loro delle domande. «Per risponderci, il vigile ha abbassato il finestrino di due centimetri appena. Non capivamo cosa dicesse, gli abbiamo chiesto di aprire tutto il finestrino - racconta Totaro -, ma ci siamo sentiti rispondere che era freddo. È uscita la vigilessa, e ha cominciato a spiegare che i cartelli di divieto di sosta venivano messi 48 ore prima di un evento sportivo, voleva farci capire come guidano le persone che non vedono i cartelli, mimando in modo poco corretto un guidatore assente. La scena è stata vista da un funzionario della questura che si è avvicinato. La vigilessa gli ha chiesto di qualificarsi: lui ha mostrato il tesserino. Alla nostra richiesta di chiarimenti, la vigilessa con fare strafottente ha segnalato che bisognava telefonare alla centrale operativa, indicando un numero parziale. Il funzionario della questura invece, molto gentile, ci ha dato il numero completo a cui telefonare». I cinque amici hanno così preso un taxi e si sono fatti portare al garage Blefari a Sant’Anna, dove hanno recuperato l’auto. Prima però sono tornati in via Gramsci: in tutta la via, un tratto di circa 150 metri, «c’era solo un cartello di divieto sul marciapiede, girato contro il muro».

«I cartelli ci potevano anche essere - aggiunge il signor Totaro. E la multa ci può stare e noi non chiediamo assolutamente che venga annullata. Il punto è l’educazione. Capisco che i vigili fanno un mestiere difficile, ma perché, domando, rispondere da un finestrino abbassato due centimetri, non siamo delinquenti. Non penso che Lucca sia la sola città ad avere dei vigili con questi comportamenti. Oltretutto, nelle ore che abbiamo trascorso in centro storico, abbiamo incontrato solo persone cordiali». Per protestare contro questi comportamenti, al ritorno a Vercelli i cinque amici si sono rivolti a Federconsumatori per formalizzare la loro protesta, «sicuri che questo sfogo contribuirà a una più serena relazione tra cittadini e organi di pubblica utilità». —

B.A.

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