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Lucca

«Il territorio deve scommettere su giovani coppie scolarizzate»

Barbara Antoni
«Il territorio deve scommettere su giovani coppie scolarizzate»

Agire sulla demografia per incrementare la domanda formativa: la ricetta di Bilancini, vice direttore di Imt, per migliorare la ripresa 

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l’analisi

Due aspetti dell’indagine del Sole 24 Ore sono particolarmente interessanti, per la provincia di Lucca, secondo Ennio Bilancini, docente di economia e vice direttore di Imt.

Il primo riguarda il trend evidenziato dalla graduatoria generale, con Lucca che conquista undici posizioni, come Pistoia del resto, mentre Massa Carrara avanza di cinque. Le altre cinque province toscane sono invece tutte in regressione.

«Mentre il centro Italia non va bene e la Toscana nel suo complesso non va bene, l’alta Toscana che ha come baricentro Lucca mostra segnali positivi - spiega il vice direttore di Imt -. Significa che ha retto bene alla crisi, tanto da avere migliorato la sua posizione complessiva».

Progressi che oltretutto, considera anche il professor Bilancini, Lucca e provincia hanno conquistato «grazie al settore pubblico e alle attività sociali», ma anche in virtù di buone performance dal punto di vista culturale.

L’aspetto più negativo dei risultati dell’indagine è quella, preoccupante, del bassissimo numero di laureati, in una popolazione, quella della provincia di Lucca, «con un’età media elevata, dove l’immigrazione è bassa e dove non esiste un’università generalista: il dottorato, come quello che si ottiene alla fine del percorso di studi in Imt, non conta ai fini di questi rilievi», sottolinea il vice direttore della Scuola lucchese di Alti Studi in San Ponziano.

Come agire strategicamente per migliorare l’indice? Su cosa scommettere? Il professor Bilancini ha idee molto chiare a questo proposito. «Ritengo - spiega - che si dovrebbe scommettere sulla demografia. Lucca e provincia dovrebbero aprire di più a ingressi di giovani coppie, possibilmente scolarizzate, che potrebbero incrementare la popolazione e innescare una domanda di offerta formativa. Del resto, la potenza dell’Emilia è stata proprio questa negli ultimi anni: quella di una fortissima immigrazione, non solo dall’estero ma ancheda altre parti dell’Italia, che ha generato persone con bisogni formativi. Cosa che a Lucca finora si è registrata solo in misura minima». —

Barbara Antoni

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