Meteo
«Giù le mani dal parco del Nottolini è l’unico verde rimasto nel quartiere»
Il comitato lancia una petizione per chiedere che la nuova scuola non venga costruita lì: «Ci sono tante aree dismesse»
“No al consumo del territorio, salviamo il nostro parco”. Si legge sugli striscioni appesi sulla staccionata che delimita l’area verde a due passi dalle arcate dell’acquedotto del Nottolini - tra San Concordio e Sorbano - il grido di battaglia lanciato dal Comitato per San Concordio e dall’associazione culturale “Quartiere di San Concordio” in difesa di una delle poche aree verdi, grande circa 7.500 metri quadrati, rimaste in questa parte della città. Area nella quale è stata prevista la costruzione di una nuova scuola, da realizzare con fondi ministeriali in uno spazio di circa 3.000 metri quadrati. Ma lo stesso grido di battaglia si legge anche sui fogli appesi qua e là tra viale San Concordio, piazza Aldo Moro, via Urbiciani e via Nottolini che invitano i residenti d’accordo con la protesta a sottoscrivere una petizione, in corso da circa due settimane. I moduli per aderire (c’è tempo fino al 10 gennaio) sono stati consegnati a molti commercianti del quartiere ma sono anche disponibili nella biblioteca e al centro anziani di via Urbiciani. Al termine della petizione il comitato è intenzionato a portare la sottoscrizione all’attenzione del sindaco.
QUESTIONE URBANISTICA.
«Preme sottolineare che il comitato dei cittadini che si oppone alla nuova costruzione nel parco di via Nottolini - spiegano - è totalmente estraneo alla polemica sui conflitti di interesse. E che le centinaia di persone che a oggi hanno firmato la petizione non sono contro la scuola innovativa, sono contro la sua costruzione su un terreno di proprietà comunale che è da molti anni utilizzato come parco pubblico».
Il problema dunque non sta nella costruzione di una nuova scuola - seppure nel testo della petizione venga sottolineata la presenza di altri due istituti già esistenti, quello di Sorbano e quello di piazza Aldo Moro che si trovano rispettivamente a 200 metri in linea d’aria e a 800 metri dall’area del parco del Nottolini - ma nella salvaguardia del verde urbano «di un quartiere - si legge ancora nei documenti a corredo della sottoscrizione - che già soffre per l’eccessiva cementificazione e per il traffico». Ecco perché, sempre secondo il comitato, sarebbe opportuno riutilizzare un edificio già esistente o un’area dismessa, come ad esempio quella dell’ex Borella, vicino ai Macelli. «È vero che una parte dell’area, circa 3000 metri quadrati, sono destinati dal piano regolatore ad “attrezzature di servizio” - dicono ancora dal Comitato - ma questa destinazione è rimasta inattuata da decenni. Quelle attrezzature non le hanno costruite le amministrazioni precedenti, che pure non brillavano per sensibilità ambientale, e sorprende che le debba costruire, con un indice di fabbricazione anche piuttosto alto, un’amministrazione che in campagna elettorale ha puntato sul recupero e sul non consumo del territorio». Secondo il Comitato dunque sarebbe stato opportuno cambiare la destinazione urbanistica considerando «quel terreno come verde pubblico, e non più come terreno edificabile per servizi viste le mutate esigenze del quartiere». A preoccupare il comitato c’è anche la questione del traffico, già intenso e destinato con ogni probabilità ad aumentare con l’apertura di una nuova scuola.
le voci del quartiere.
Una petizione che incontra anche il favore di alcuni commercianti del quartiere. «Sono contraria alla costruzione di una nuova scuola - dice Stefania Cutrì di Edicolandia, - non penso che ci sia bisogno dato che ci sono già qui a San Concordio». Dello stesso avviso anche Gabriella Nelli, ex titolare del bar-ristorante “Il Viale”. «La scuola c’è già - dice - bisognerebbe pensare ai problemi delle scuole già esistenti nelle quali i genitori devono portare la carta igienica e imbiancare i muri. Io personalmente ho già firmato». Pure dal panificio “Domenici” fanno sapere di essere intenzionati a sottoscrivere la petizione. «Una scuola non è mai inutile - dicono - ma eliminare uno spazio verde per costruire un altro edificio non è giusto». Il titolare della macelleria Pucci, Luca Pucci, invece sostiene che «se hanno in testa di farla, la faranno comunque anche se è un peccato perdere un’area verde in quartiere che vive immerso nel traffico». Una voce un po’ fuori dal coro è quella del titolare dell’edicola “La Farfalla”, Leandro Chelini: «A noi fa piacere se costruiscono una nuova scuola; credo che porterà migliorie anche alle altre infrastrutture come le strade». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
