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Lucca

Influenza, vaccinazioni in aumento rispetto al 2017

Influenza, vaccinazioni in aumento rispetto al 2017

Ordinate nuove dosi dopo un incremento del 5%. Tomasi: «Buona riposta anche da parte del personale sanitario»

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LUCCA. Ha funzionato la campagna per la vaccinazione antinfluenzale dell’Asl: siamo già a circa il 5% di dosi in più rispetto a quelle utilizzate lo scorso anno e ancora le vaccinazioni sono “aperte”. . Nel territorio lucchese non si sono registrati problemi come quelli segnalati in altre parti d’Italia, con le dosi che sono finite e le Asl che hanno dovuto fare le corse per riacquistarle. «Solo all’inizio - spiega Alberto Tomasi, direttore dell’area Igiene e sanità pubblica dell’Asl Toscana nord ovest - ci sono state delle carenze nella zona di Pisa e Livorno e quindi le abbiamo tamponate con dosi da altre parti del territorio. A Lucca non abbiamo avuto problemi particolari. Comunque, è stata disposta una nuova fornitura e quindi presto saranno disponibili dosi nei casi che ci possono essere stati di carenza».

La programmazione degli acquisti è stata effettuata con largo anticipo. «Il vaccino viene prodotto in primavera - spiega ancora Tomasi - e per questo serve una programmazione ben fatta. Quest’anno hanno richiesto per la Lucchesia circa 45.000 dosi, il 5% in più rispetto all’anno scorso». E - buona notizia - queste dosi sono di fatto state usate completamente. Ad aiutare , oltre alla campagna informativa e all’apertura prolungata degli ambulatori all’inizio del periodo di vaccinazione, anche l’estensione della gratuità ai donatori di sangue, “stabilizzata” da parte della Regione.

Ma non solo: «È stata buona - aggiunge Tomasi - anche l’adesione alla campagna da parte del personale sanitario». Un successo che arriva dopo anni di difficoltà nel raggiungere alti standard di coperture per quella che - come dice Tomasi - «è una malattia che ha una ripercussione importante anche su tutto il sistema sanitario». Per fare un esempio, basta ricordare il fatto che l’Asl ha dovuto realizzare un piano di emergenza per il pronto soccorso che, allo scattare di determinati parametri (ad esempio l’attesa dei pazienti per avere il ricovero) prevede l’attivazione di posti letto e personale ad hoc. «Tutto questo - dice ancora Tomasi - non sarebbe necessario se si raggiungesse una copertura sufficiente».

In ogni caso è stata scartata l’ipotesi di un cosiddetto “vaccino day”, cioè un giorno di apertura straordinaria degli ambulatori per spingere ancora più in alto il risultato della campagna: non ce n’è, infatti, un effettivo bisogno.

«Bisogna ricordare - conclude il dottor Tomasi - che ci si può vaccinare anche fino a Natale e a Befana, anche se l’efficacia può essere ridotta». Viste le due settimane necessarie per ottenere la piena risposta, infatti, il periodo consigliato per vaccinarsi è quello di novembre e dicembre. Discorso a parte per le donne incinta, che sono consigliate a immunizzarsi se il loro secondo o terzo semestre di gravidanza ricade nel periodo di epidemia. —
 

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