Il presidio
Un successo da bis la prima volta di Argentero a Barga
Intervista all’attore dopo il suo monologo al Differenti Vista l’affluenza è stato necessario un doppio spettacolo
“È questa la vita che sognavo da bambino? ”, questo il titolo della rappresentazione, ha portato Luca Argentero per la prima volta a Barga. Un successo annunciato, già dalle prevendite, al punto che l’attore si è dovuto sdoppiare, concedendo un bis pomeridiano prima dello spettacolo della serale.
Finita la rappresentazione, proprio poco prima di andare a incontrare la seconda folla di fan, con informale garbo signorile, prima di raggiungere il pubblico, l’attore e sex symbol torinese si è concesso alle domande del Tirreno. Di Barga («borgo bellissimo») confessa di non aver visto molto, ma ammette di aver apprezzato moltissimo il Differenti e il suo caloroso pubblico.
Densa, infatti, è stata la data barghigiana del tour fresco di debutto (è partito il 5 dicembre). Per l’interprete, nonché volto del piccolo e del grande schermo, fare «il doppio spettacolo non è diverso dal farne uno». Il trucco sta nel «cercare di conservare le energie giuste per farli tutti e due bene».
Niente è impossibile per Argentero, che anche in teatro si conferma attore esperto. E proprio quel “Niente è impossibile” rappresenta il concetto che apre il monologo (dove c’è pure molto del suo vissuto) del testo di Gianni Corsi, per la regia di Edoardo Leo. Ne sono testimonianza le vite degli sportivi narrati dalla pièce: Luigi Malabrocca, Walter Bonatti, Alberto Tomba. La “maglia nera” per antonomasia del ciclismo, lo scalatore e lo sciatore. Qual è il suo preferito? «Sono tre personaggi che studio da molto tempo. Per diversi motivi. Quella di Malabrocca è una storia a cui lavoravo già tre, quattro, anni fa per un altro progetto. Tomba è veramente il poster appeso in camera mia, quindi so tutto di lui. Invece Bonatti è il racconto della mia famiglia: perché vengo da una famiglia di alpinisti, quindi erano le mie favole della buonanotte. Perciò non c’è un preferito, è il motivo per cui ci sono tutti e tre».
Argentero, fra teatro, cinema e campagne pubblicitarie, sta attraversando un periodo d’oro. Come sarà il suo futuro? «Esattamente come sta andando, perché faccio sempre un sacco di cose interessanti, quindi sono fortunato». —
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