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«Si passi dalle parole ai fatti per non illudere i lavoratori»
Il sindaco di Pescaglia Bonfanti e il consigliere lucchese Guidotti rispondono al titolare della Ojs dopo l’ipotesi di riassorbire il personale di Monsagrati
PESCAGLIA. Se davvero ci sono dei progetti seri che vengano mostrati, non si creino false speranze tra i lavoratori della Nora Spirale: così, sintetizzando, il sindaco Andrea Bonfanti e il consigliere comunale di Lucca Roberto Guidotti, rispondono all’imprenditore Mario Burlò. Quest’ultimo, infatti, aveva annunciato di voler espandere il business del suo consorzio OjSolution in Toscana, pensando in questo senso ai dipendenti dello stabilimento di Monsagrati: «Per la nuova attività abbiamo subito pensato ai lavoratori dello stabilimento lucchese Nora in chiusura tra pochi giorni. Se vorranno saremo disponibili a incontrarli per parlare insieme di questa possibilità. Mi ha molto colpito la loro vicenda e, soprattutto, il loro senso di responsabilità. Pur consci del destino che li aspetta, infatti, stanno continuando a impegnarsi nel loro lavoro senza sosta».
Da parte sua Burlò sostiene che la OjS aveva cercato per settimane di intavolare una trattativa con Spirale, rappresentata dall’Ad Andrea Macasso, ma sempre senza ottenere risposta: «Le istituzioni ci avevano garantito che avrebbero fatto di tutto per ribadire all’azienda il nostro interesse a intervenire, ma durante il decisivo tavolo della Regione Toscana non hanno fatto la voce grossa come assicuratoci pochi giorni prima al tavolo di Conflavoro Pmi. Ci aspettavamo molto di più dagli enti locali, specie dalla Regione, in difesa dei lavoratori di Monsagrati e dell’economia del territorio. Invece dopo il tavolo le istituzioni ci hanno fatto sapere, tramite la confederazione del presidente Roberto Capobianco, che l’azienda aveva confermato le proprie posizioni. E che, oltretutto, non avrebbero potuto fare da intermediario, consigliandoci di contattare direttamente Spirale. Ricordiamo per correttezza che né OjS, né Conflavoro Pmi, sono state invitate al tavolo in Regione. E quindi, purtroppo, non abbiamo potuto ribadire il nostro interesse sul momento. OjS ha dunque recepito il consiglio e inviato diverse ulteriori comunicazioni a Spirale via Pec, provando anche a contattare più volte telefonicamente l’azienda per chiedere un appuntamento, ma invano».
«L’obiettivo di OjS – concludeva Burlò – è sempre stato quello di salvaguardare il know how dei lavoratori di Monsagrati, un’azienda storica con la quale avremmo voluto valutare un eventuale ampliamento dei nostri interessi nel calzaturiero. Magari proprio tramite una collaborazione con Spirale stessa, come avevamo avuto già modo di sottolineare. Questo non è più possibile, ma di certo confermo che siamo interessati a espanderci in provincia di Lucca, seppur in un diverso settore».
«Se ci sono dei progetti concreti per i lavoratori della Nora Spirale di Monsagrati – è la replica di Bonfanti e Guidotti – è bene che si passi dalle parole ai fatti. Spiacerebbe constatare che i soggetti che in questi giorni offrono aspettative ai dipendenti, criticando al contempo le istituzioni nella gestione della crisi aziendale, nonostante non abbiano ancora presentato alcuna soluzione tangibile, mirassero solo alla visibilità personale».
«Il tempo delle chiacchiere – proseguono sindaco e Consigliere – è finito, perché dal 21 dicembre tutti i dipendenti dello stabilimento di Monsagrati saranno a casa senza lavoro. Si tratta di un epilogo estremamente doloroso che ha causato conseguenze negative, anche dal punto di vista emotivo, per queste famiglie. Ecco perché bisogna pesare bene ogni cosa che si dice e che si pubblica sulla questione. In questo momento le lavoratrici e i lavoratori della Nora-Spirale meritano rispetto, serietà e sobrietà. Per quanto ci riguarda, siamo, come lo siamo sempre stati, disponibili a valutare qualsiasi soluzione possibile per poter reimpiegare i lavoratori di Nora-Spirale affinché possano riacquistare il loro stipendio – aggiungono – È però fondamentale che alle spalle ci sia un progetto che prevede un piano industriale serio, reale e definito. Purtroppo finora, a dispetto di qualche annuncio, abbiamo visto solo chiacchiere. Se qualcuno vuole farsi pubblicità ha quindi trovato il modo sbagliato, perché per le famiglie questo è un Natale davvero triste»
«Negli ultimi due mesi – concludono – con tutte le nostre forze, assieme a parlamentari, Regione, consiglieri regionali, Provincia e Comuni limitrofi, abbiamo fatto tutto ciò che potevamo per mantenere alta l’attenzione su questa delocalizzazione mascherata da crisi aziendale e scongiurare la chiusura. Anche se purtroppo siamo praticamente arrivati alla fine delle attività dello stabilimento di Monsagrati ribadiamo il nostro massimo impegno a lavorare, di concerto con le altre istituzioni, per cercare una soluzione per i dipendenti. Soluzione che, teniamo a sottolinearlo ancora, deve essere concreta e non fondarsi sulle chiacchiere». —
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