Il presidio
Dipendenti in assemblea alla Cromology
Dopo la riduzione degli esuberi passati da 42 a 31 adesso si cerca un’intesa sugli incentivi all’esodo e sulle ricollocazioni
PORCARI. I lavoratori di Cromology in assemblea per decidere il loro futuro. La riunione è in programma martedì nello stabilimento di Porcari dove sono occupati 232 dei 300 dipendenti dell’azienda. Per i lavoratori che rischiano il posto, passati da 42 a 31 dopo la riduzione degli esuberi nel vertice del 6 dicembre, sarà decisivo l’incontro tra i sindacati e la multinazionale francese.
La strategia dei sindacati è di puntare sulle uscite volontarie, sia attraverso i pensionamenti sia con la ricollocazione in altre attività del settore. Una soluzione che passa anche dall’incentivo all’esodo.
«L’azienda ha fatto un’offerta che sarà valutata dai sindacati nella prossima riunione con i lavoratori – dice Paolo Bruni di Filctem Cgil – c’è un’ipotesi di intesa e quindi ci sono le condizioni per un accordo con l’azienda». Un’intesa legata al numero degli esuberi e all’entità degli incentivi all’esodo, ovvero la somma che il datore di lavoro riconosce al dipendente per risolvere il rapporto di lavoro.
La vertenza è seguita anche dal Comune di Porcari, attraverso il sindaco Leonardo Fornaciari e l’assessore Fabrizia Rimanti, i quali hanno avuto un confronto con i vertici dell’azienda, che ha motivato i tagli del personale con un calo del fatturato (che, stando a quanto emerso nel primo confronto tra azienda e sindacati, nel 2017 si era attestato sugli 88 milioni di euro, 6 in meno del 2016), r con la crisi del settore delle vernici nel settore edilizio. Da qui anche l’avvio di una riorganizzazione interna da parte della multinazionale francese, che oltre alla sede principale, all’ex Baldini di Porcari, interessa anche alcuni dipendenti della sede di Resana, in provincia di Treviso. —
Nicola Nucci
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