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Il presepe dei Legnaioli ispirato a un paesaggio garfagnino
Una magia che si ripete da 410 anni: stamani verrà inaugurato l’allestimento frutto di un lavoro di tre anni del professor Adolfo Lorenzetti e dei suoi allievi
Inizia nel lontano 1608 la storia della Confraternita dei Legnaioli, quando un falegname lucchese, tale Bartolomeo Salani, sembra su ispirazione divina, decise di fondare una congregazione religiosa in onore a San Giuseppe, protettore, appunto, dei falegnami.
Una riunione sancì la fondazione della confraternita che nel 1817 trasferì la sede dalla chiesa di San Ponziano all’attuale San Benedetto in Gottella, in piazza Bernardini. Da allora sono trascorsi 410 anni e mai un anno i confratelli hanno dimenticato di fare il presepe. Neppure nei momenti più bui della storia, durante guerre e carestie.
Il presepe dei Legnaioli c’è sempre stato. Ogni anno con una scenografia diversa che nel periodo natalizio diventa una delle attrazioni di Lucca che si rinnova anche quest’anno con una suggestiva rappresentazione che sarà inaugurata stamani alle 11.30 con la benedizione del vescovo Italo Castellani.
Una gestazione lunga tre anni scolastici per completare il lavoro che porta la firma del professor Adolfo Lorenzetti e di una cinquantina di suoi allievi della scuola media Leonardo Da Vinci di Lucca i quali, hanno iniziato il progetto nel gennaio 2016, dedicandovi circa due pomeriggi la settimana, permettendo ai ragazzi di crescere e confrontarsi e imparare l’uso degli strumenti da lavoro.
Il presepe trae ispirazione da un paesaggio della Garfagnana, con le tipiche case in pietra che si affacciano sui viottoli. Sulla sinistra in primo piano la grotta della Natività vicina ad abitazioni povere e a un fruttivendolo e poco distante un pozzo, un laghetto e un pastore intento a suonare il flauto. Sulla destra una locanda con un caminetto e una dimora signorile con giardino. Altre abitazioni illuminate da lanterne si susseguono fino ad arrivare a un paese arroccato che termina con una piccola chiesa. Un arco conduce nel paesaggio in lontananza, mentre un mulino cattura richiama lo sguardo al centro della scena, dove si notano altre costruzioni. Oltre la grotta un laghetto dal quale si sviluppa un paese che si allontana, fino perdersi tra le montagne.
Colpiscono i latrati di lupi e cani nella notte e il vagito del Bambino che nasce, mentre in lontananza si sente il rintocco della campana.
Ma non è tutto. Quando nel presepe è giorno, sulla destra della chiesa si accende una grande croce di vetro, opera di Adolfo Lorenzetti che ha firmato anche il quadro sul lato opposto con i simboli della cristianità.
Il presepe resterà aperto fino al 20 gennaio nelle giornate di sabato, domenica e festivi in orario compreso fra le 15.30 e le 19. Per richiedere aperture straordinarie gli organizzatori invitano a contattare i numeri telefonici 333 4277614 oppure 340 3973150. —
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