Il Tirreno

Lucca

l’intervista 

Il direttore Ruello «La città non si fermi all’apparenza, qui ci sono persone»

Federica Scintu
Il direttore Ruello «La città non si fermi all’apparenza, qui ci sono persone»

Il responsabile del San Giorgio è quasi alla fine del mandato Al suo posto arriverà l’attuale direttrice del carcere di Livorno

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Anni trascorsi a dirigere il carcere San Giorgio di Lucca. Anni difficili alcuni, caratterizzati da problemi di sovraffollamento e tensioni; altri invece, gli ultimi, dove un generale miglioramento delle condizioni di detenzione c’è stato almeno per quanto riguarda gli spazi. Francesco Ruello non sa ancora quale sarà la sua prossima destinazione ma già nei primi mesi del 2019 è previsto l’insediamento di un nuovo direttore. O meglio di una direttrice.

Sa già chi prenderà il suo posto al San Giorgio ?

«Sì, sarà Santina Savoca che al momento è la direttrice della casa circondariale di Livorno. Per quanto riguarda la mia destinazione invece ancora non le so dire. Il suo arrivo è previsto all’inizio dell’anno prossimo anche se ancora non c’è una data ufficiale.

Qual è la situazione del carcere a oggi?

«Al momento ospitiamo 107 detenuti in una casa circondariale che conta 54 celle doppie. Lo spazio a disposizione di ogni detenuto è di circa 3 o 4 metri quadrati. Ma ci sono stati anche periodi in ci detenuti erano molti di più. Nel 2012 ad esempio, in questa sede, abbiamo superato le 212 presenze. In questi ultimi anni gli ingressi sono diminuiti anche perché si fa un uso maggiore delle misure alternative. Comunque è ancora difficile prevedere una cella per singolo detenuto».

Qual è il bilancio della sua attività all’interno del carcere San Giorgio? Si sente soddisfatto del lavoro svolto?

«Credo di aver fatto tutto il possibile ma da perfezionista quale sono vado via con qualche rammarico. Uno su tutti la non apertura del nuovo padiglione che per il momento non potrà essere messo a disposizione. Mi sarebbe piaciuto riuscire a inaugurarlo prima della fine del mio mandato ma purtroppo non è stato possibile».

Come mai? Quali sono gli impedimenti che non permettono di poter utilizzare uno spazio grande, nuovo, già completo di arredi, realizzato con un investimento di 800.000 euro?

«Il problema è la mancanza di personale. Senza nuovi agenti di polizia penitenziaria è impossibile aprirlo. E invece sarebbe importante poterlo utilizzare anche perché la casa circondariale San Giorgio è una delle poche ad avere a disposizione uno spazio del genere».

La garante dei detenuti poco tempo fa aveva fatto presente la poca partecipazione da parte delle associazioni di volontariato della città alle attività del carcere. È così?

«In questi anni abbiamo cercato di coinvolgere tutta la cittadinanza rivolgendoci anche ai rappresentanti degli enti locali ma non sempre questo sforzo ha avuto esito positivo».

E secondo lei come mai?

«Credo che i motivi siano da ricercare nella sensibilità della cittadinanza. Questo carcere non viene considerato e quindi si innesca un meccanismo per il quale l’isolamento e la marginalizzazione aumentano».

Si sente di fare un appello alle associazioni di volontariato cittadine?

«Chiedo solo che la città non si fermi all’apparenza. Qui dentro ci sono sempre persone... ». —

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