Il Tirreno

Lucca

tana termini 

«No alla riapertura dell’impianto di compostaggio»

Emanuela Ambrogi

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bagni di lucca. Arriva in consiglio comunale la mozione del gruppo “Un futuro di Bagni di Lucca” che chiede alla giunta e al consiglio di opporsi alla riapertura e all’ampliamento dell’impianto di compostaggio di Tana Termini e impegna l’amministrazione a far pressione per scongiurare l’evenienza. I consiglieri di “Un Futuro”, Claudio Gemignani e Laura Lucchesi, specificano che non sono pregiudizialmente contro a questi impianti, ma contro la loro realizzazione in luoghi non idonei. Come quello di Tana Termini, dove l’impianto dal luglio 2016 è chiuso per la diffida arrivata al sindaco di Piteglio dall’Arpa e dall’Asl di Pistoia. E dopo altre diffide, all'impianto è stata tolta definitivamente l’autorizzazione integrata ambientale (Aia). «Da far presente - si legge nella mozione - che nelle giornate del 12-13 maggio e 19 giugno del 2017, ci sono stati fenomeni di autocombustione abbastanza rilevanti, in due celle poste all'interno dell’impianto dovute, presumibilmente, oltre alla non fornitura di energia elettrica, anche alle temperature alte in quei periodi». Dopo questi fatti gravi, Legambiente ha ripresentato un esposto alla Procura di Pistoia chiedendo la bonifica immediata del sito. «Nell'ottobre 2017 - ricorda ancora “Un Futuro per Bagni di Lucca” - viene dichiarato il fallimento della società e da questo momento in poi l’impianto è di fatto abbandonato ma sempre con oltre 4.700 tonnellate di rifiuti, la maggior parte ritenuti “speciali” e/o “pericolosi” come definito da Arpa Toscana». L’impianto è stato messo all'asta per 700mila euro ma il bando è andato deserto; la successiva trattativa privata si è conclusa, in questi giorni. Gemignani e Lucchesi affermano che l’impianto sarebbe stato acquistato da un «soggetto, allo stato non conosciuto, per un importo di 600mila euro, ma l’acquisizione sarebbe condizionata al rilascio da parte degli enti competenti delle necessarie autorizzazioni all'esercizio dell’impianto nonché ad un ampliamento». Di qui il timore che ci sia la possibilità di una riapertura: timore che ha scatenato una mobilitazione per evitarla e per ottenere la bonifica. —

Emanuela Ambrogi

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