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Migranti e ponte Morandi: a Cune il presepe è di attualità

Luca Meconi
Migranti e ponte Morandi: a Cune il presepe è di attualità

Borgo a Mozzano, tanti i temi contemporanei affrontati dai ragazzi dell’oratorio nella loro creazione. Ci sono le panchine rosse contro i femminicidi e il disagio per i rifiuti

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BORGO A MOZZANO. Il ponte Morandi di Genova, le Torri Gemelle di New York, i barconi con i migranti, la panchina rossa contro la violenza sulle donne. Sono alcuni dei temi che i ragazzi dell’oratorio di Cune hanno preso in prestito dall’attualità per realizzare il presepe nella sala adiacente alla chiesa. I giovani hanno così coniugato la tradizionale iconografia della Natività con le piccole e grandi tragedie e decadenze del mondo moderno, sia a livello globale che locale. L’obiettivo è quello di lanciare un messaggio di speranza e di riscatto.

Ad affiancare la classica rappresentazione del presepe realizzato con le antiche statue in gesso, infatti, quest’anno sono stati ricostruiti luoghi, costruzioni e situazioni simbolo del mondo moderno e della sua decadenza, sia strutturale che sociale. I bambini hanno realizzato a mano, utilizzando materiale di riciclo, le Torri Gemelle di New York simbolo della tragedia dell’11 settembre 2001, il ponte Morandi di Genova crollato ad agosto, il mare in tempesta con il dramma dei barconi dei migranti. Ci sono poi situazioni più locali: la panchina rossa simbolo della violenza contro le donne, il disagio della nettezza urbana e due monumenti locali bisognosi di interventi di restauro, la chiesa e il campanile.

Decadenza a cui fa da contraltare la speranza, che è anche il titolo dato all’intera rappresentazione. Nel cielo ci sono le stelle, 43 delle quali sono le vittime della tragedia del ponte Morandi; c’è poi la forte luce all’interno della grotta di Betlemme, ovvero lo sguardo al presepio e alla Natività. Speranza che ispira una bellissima frase di Sant’Agostino che i bambini hanno voluto ricordare: «La speranza ha due bellissimi figli, lo sdegno e il coraggio, lo sdegno per la realtà delle cose, il coraggio per cambiarle». L’opera è visitabile tutti i giorni, fino al 6 gennaio. —

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