Il Tirreno

Lucca

Quelli che Lucca l’hanno nel cuore E che sostengono il teatro, la musica

Barbara Antoni
Quelli che Lucca l’hanno nel cuore E che sostengono il teatro, la musica

Serafini, Rocchi, Malfatti, Vinardi: i motivi dell’impegno «Ci muove la voglia di aiutare la città e in particolare i giovani»

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Favorire l’attività del teatro cittadino, promuovere la conoscenza, dare un contributo per lo sviluppo culturale delle giovani generazioni. Sentirsi attori del successo e della fama di Lucca. Ci sono molti scopi, diversi ma con denominatori comuni, all’origine dello slancio di alcuni imprenditori lucchesi verso il Teatro del Giglio, e non solo. Mecenati di oggi, alcuni particolarmente innamorati della propria città; ognuno secondo la propria capacità economica e la propria sensibilità, chi da anni, chi da tempi più recenti, hanno deciso di contribuire con le proprie risorse all’attività del teatro cittadino.

Lo sponsor “storico” è Giorgio Serafini, patron della Lucar, il gruppo delle concessionarie di auto a marchio Bmw, Toyota, Mini: è stato il primo a sostenere l’attività del Giglio, nel (lontano) 1986. «Noi della Lucar - spiega Serafini, settanta anni, alla guida del gruppo - siamo sempre stati interessati alla cultura. Fummo i primi sponsor del Teatro del Giglio, per la stagione 1986-87. Lo sostenemmo per tre stagioni, poi abbiamo ripreso all’inizio del 2004, per quattro stagioni consecutive». Altra pausa, poi dal 2016, il sostegno è tornato continuo. «Dal 2015 - aggiunge Serafini - collaboriamo anche con l’Associazione Musicale Lucchese, per amore della musica, abbiamo elargito contributi per borse di studio agli istituti Carrara, Fermi, Boccherini. Crediamo nel potere della musica: abbiamo organizzato anche concerti in concessionaria. Nel 2010 abbiamo sostenuto “Arte nel viaggio” mostra di pittura di quattro grandi artisti come Possenti, Alinari, Fontirossi e Nespoli, abbiamo sostenuto anche attività sociali come quella dell’Anffas». Cosa muove un imprenditore a contribuire ad attività culturali e sociali? «Vogliamo - continua Serafini - che la nostra azienda venga ricordata perché è entrata nel tessuto storico e sociale di Lucca. Lo facciamo perché la nostra città sia sempre migliore. E per favorire la conoscenza, che poi si ripercuote su tutta la comunità. Per il teatro poi ho una passione: non sono un intenditore, ma un appassionato sì». Il mecenatismo per Serafini è anche rincorrere un sogno: che «Lucca possa essere candidata a capitale italiana della cultura. Non le manca niente, ha i monumenti, ha Puccini: è nel mio cuore».

Cesare Rocchi, ultraottantenne e brillantissimo patron dell’oleificio Rocchi, dal 2015 sostiene il progetto dell’opera lirica junior, per l’infanzia. «Aiutare il teatro - dice Rocchi - per me è aiutare i giovani, inserirli nella musica fin da piccoli è un toccasana per uno sviluppo mentale pulito dei ragazzi, ce n’è molto bisogno». Rocchi è impegnato da oltre cinquant’anni nel mondo della musica: è anche presidente della Sagra musicale lucchese, oltre che del Coro della Cappella Santa Cecilia. In passato ha cantato anche lui in un coro, ama la classica di grandi autori (i preferiti sono Beethoven e Mozart). «Il mio impegno economico per il teatri varia in base alla necessità che c’è in quel momento. Credo che si debba dare una mano alla cultura: il problema grosso è che gli aiuti dallo Stato sono sempre minori, così finisce che la cultura e la musica vanno avanti solo con le produzioni. Gli enti pubblici hanno problemi a far quadrare i bilanci: per questo diamo una mano noi».

Nella rosa dei mecenati del Giglio da quest’anno (dalla stagione teatrale in corso) è entrata anche Ego Wellness Resort (a Sant’Alessio) di Renato Malfatti. Cosa lo ha spinto ha partecipare con le proprie risorse alla vita culturale lucchese? «Le iniziative belle - risponde - aiutano a divulgare un bene prezioso, come la nostra cultura lucchese. In fondo poi il benessere, il wellness, che è ciò che proponiamo noi, ha delle attinenze con il benessere indotto dalla cultura. Sono trentacinque anni che i lucchesi danno fiducia alla nostra azienda: credo sia giusto ricambiare, fare cose anche nel sociale. Ci fa piacere essere accanto all’eccellenza lucchese. Oggi poi, che tutto è difficile, noi siamo per la sana sinergia».

Assolutamente non ultimo, il Giglio può contare anche sul sostegno di Bionatura, marchio di calzature di Segromigno (l’azienda produttrice è Scorpio srl), che sostiene il festival estivo Virtuoso & Belcanto, ideato e diretto da Riccardo Cecchetti. «La nostra azienda crede nella cultura - spiega il suo amministratore Massimo Vinardi -. Vuole sostenere Virtuoso & Belcanto perché si rivolge a un pubblico giovanile e internazionale, a cui è vicino il concetto di natura e semplicità del nostro prodotto. La manifestazione ha un grande impatto. Sostenerla equivale quindi ad avere un ritorno formativo per il pubblico di utenti. Il 2018 è stato il primo anno del nostro impegno, il 2019 sarà il secondo: siamo convinti ad andare avanti, cercando un equilibrio tra noi e il teatro». —

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