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Corte del Pesce, il “lato b” della città
Dietro le vie dello shopping e del turismo si nascondono angoli pieni di storia e tutti da scoprire
LUCCA. Anche le città hanno il loro “lato b”. Quello che non si vede camminando nelle strade principali e che si svela soltanto addentrandosi in anfratti e vicoli. Lucca, con la sua storia, non fa eccezione. . Prendete, ad esempio,il lato ovest di via Beccheria, tra via Pescheria e piazza Grande - quello del Pinelli, per intendersi. Forse avrete fatto caso a una particolarità: al piano terreno ci sono soltanto fondi commerciali. Nemmeno un portone di accesso agli appartamenti, che si innalzano anche per quattro piani. Per capire da dove entrano tanti degli abitanti di questi fabbricati bisogna girare l’angolo di piazza Napoleone, proseguire verso via Vittorio Emanuele e entrare in corte del Pesce, svoltando a destra dopo il Pinguino.
Si tratta di una delle corti più grandi di tutto il centro storico, che si snoda su due spazi ben distinti, nel tratto che va da piazza Grande a via Pescheria, proprio davanti ai bagni pubblici.
L’origine del nome è strettamente legata si all’architettura sia alla funzione che, in passato, questo posto svolgeva. Un passato lontano: secondo le testimonianze più accreditate corte del Pesce è nata nel 1.200. E, come in tanti altri casi, serviva come vera e propria area di mercato. Ovviamente, come indica il nome, per vendere il pesce.
Le corti di questo tipo erano diffuse nelle Lucca tardomedievale. Di solito appartenevano a un’unica famiglia, che affittava i locali al piano terra ai mercanti. Si trattava di una serie di volte, che costituivano un loggiato sotto il quale venivano vendute le merci. Questa sistemazione consentiva di svolgere il mercato anche nei giorni di pioggia, visto che le masserizie rimanevano al coperto. Spesso - e lo si può vedere proprio in corte del Pesce - gli archi venivano “replicati” anche ai piani superiori. Proprio perché si tratta di un’area privata, infine, le corti avevano delle porte agli ingressi che la sera venivano chiuse dai proprietari.
Oggi corte del Pesce ha in parte cambiato la propria fisionomia, perché gli archi al piano terreno sono stati tamponati per realizzare le abitazioni. Tuttavia, il fascino è rimasto, soprattutto alzando lo sguardo. E capita, talvolta, di incrociare qualche turista curioso scattare fotografie ai balconi fioriti.
il progetto
#viedilucca è un progetto del Tirreno e dei local manager di Instagramers Italia, Luca Silva e Andrea Dovichi. Ogni settimana, il martedì, troverete sul giornale il racconto di una strada, a partire dall’origine del suo nome, corredato dalle foto dei nostri instagramers. —
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