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Arrivano le festività natalizie è caccia alle guardie mediche

Gianni Parrini
Arrivano le festività natalizie è caccia alle guardie mediche

Carenza di laureati sfornati dagli atenei e taglio di stipendio nei super festivi: ecco i motivi che rendono complicato trovare dottori disponibili a coprire i turni 

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Arrivano le feste di Natale e coprire i turni per il servizio di guardia medica (oggi denominata “continuità assistenziale”) diventa un’impresa. I motivi sono due: da un lato l’ormai cronica carenza di medici sfornati dalle università, la cui penuria si fa sentire al Pronto soccorso, nell’Emergenza territoriale (il 118) e tra i medici di famiglia. L’altro motivo – meno impattante ma che di certo non ha aiutato a reperire personale – è la riduzione dello stipendio per i giorni della vigilia, di Natale, di Santo Stefano, dell’ultimo dell’anno, del 1° gennaio e per Befana. Fino all’anno passato queste giornate (o nottate) venivano pagate come super festivi, mentre adesso sono considerati normali festivi. In termini economici significa un taglio di 14 euro lorde per ogni ora di lavoro (i turni sono di 12 ore).

A spiegare qual è la situazione è il dottor Marco Farné, responsabile delle cure primarie dell’Asl: «L’onda di pletora medica sta andando a scemare anche su servizi come la continuità assistenziale che erano il primo approccio dei giovani medici al servizio sanitario – dice – Il numero chiuso nelle università ha creato carenze in questo settore. Se normalmente la situazione è ancora gestibile, con le festività natalizie il problema viene al pettine perché ci sono più turni da coprire rispetto alla settimana normale dove la continuità assistenziale ha soltanto le notti e i fine settimana (ovvero quando non lavorano i medici di famiglia). Del resto il personale è quello (circa 50 medici su 10 postazioni tra Piana e Valle, ndr) e non possiamo far fare un numero infinito di turni a questi colleghi. Sul nostro territorio ci siamo fatti in quattro e siamo riusciti a non lasciare turni scoperti, ma siamo andati vicini a dover attivare dei contratti di un mese con giovani colleghi laureati e abilitati nell’ultimo anno che però non figurano né nella graduatoria regionale né in quella aziendale. In altre zone sono dovuti ricorrere a questa extrema ratio qui invece ce la siamo cavata».

Il dottor Farné conferma il taglio delle retribuzioni per i super festivi: «È stata una decisione presa nel Comitato regionale per la continuità assistenziale – spiega – Il nuovo accordo è entrato in vigore a giugno. Una novità annunciata ma che ha reso meno appetibile lavorare in certi giorni». —

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