Il Tirreno

Lucca

Rischia di chiudere il “Mago dei vini”: «Zona penalizzata e troppi balzelli»

Nicola Nucci
Rischia di chiudere il “Mago dei vini”: «Zona penalizzata e troppi balzelli»

Franco Silvestri, lo storico gestore, lascerà a fine anno: «Sto cercando qualcuno che porti avanti l’attività»

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Oltre 30 anni di panini, birre e ricordi per tre generazioni di lucchesi. L’avventura dell'enoteca “Mago dei Vini” rischia di arrivare al capolinea. L’attuale gestore della storica paninoteca e birreria di via Vittorio Emanuele ha deciso di cedere l’attività nata negli anni ottanta, una dei primi locali del genere in città.

Da qualche giorno, su Facebook, era circolata la voce di una possibile chiusura del “Mago”, dal 1992 con l'attuale gestione. «La mia avventura, dopo 26 anni, a fine anno si concluderà - precisa Franco Silvestri, 52 anni, originario di Chiesina Uzzanese con un diploma alla scuola alberghiera di Montecatini Terme - ma è in corso una trattativa per rilevare il locale e la mia speranza è che possa continuare la storia del Mago dei Vini che orgogliosamente appartiene a questa città. Se questa trattativa, con persone non di Lucca, non dovesse andare in porto sono disponibile a valutare anche altre proposte».

A spingere il titolare a chiudere i battenti ci sono diversi motivi. A partire da una «zona poco valorizzata dall’amministrazione comunale quando invece è una delle strade più belle e dovrebbe essere pedonalizzata, ma che invece è diventata una corsia di scorrimento delle navette e questo traffico penalizza i turisti e i cittadini che vorrebbero mangiare ai tavoli all’aperto. Questa zona rischia di morire, in estate c’è il turismo, mentre d’inverno c’è solo il cinema Moderno davanti al locale». Un classico dei giovani lucchesi era andare al cinema e poi al “Mago” a bere e mangiare, tra un’ampia scelta di panini e birre.

[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.17549846:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.17549846:1652408874/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Tra le cause Silvestri punta il dito anche sul’aumento del suolo pubblico. «Un aumento del 120%, pago 800 euro al mese per 30 metri quadrati e per un giorno di ritardo nei pagamenti arriva una sanzione del 50%. Penso si debba conoscere da vicino la realtà del commercio». Anche la concorrenza ha ovviamente influito sull’attività. Negli ultimi anni hanno aperto tante paninoteche in centro a Lucca. «Il Comune - dice il titolare del locale aveva annunciato un aumento del suolo pubblico e una moratoria sulle licenze, ma quest’ultima è arrivata dopo un anno e nel frattempo hanno proliferato altri locali concorrenti. Senza contare la questione dei parcheggi. Da Favilla a Tambellini era stato annunciato un rilancio dell’ex Manifattura, doveva nascere un’università per il turismo che avrebbe portato nuova linfa e un flusso maggiore in questa zona. Non ne faccio una questione di colore politico ma di volontà di migliorare questa zona che invece è stata abbandonata. A Lucca mi sono trovato benissimo, una bellissima città, anche se è un dato di fatto che da quando si è sparsa la voe nessun lucchese si è fatto avanti per rilevare l'attività».

Nata già alla fine degli anni settanta come enoteca, aperta da n sommelier ribattezzato il “Mago dei vini", si è poi specializzata in panini, primi piatti e birre essendo Silvestri un esperto di birre. «Ho sempre avuto attenzione per la clientela e sono fiero che nel mio locale non ci siano mai stati problemi di ordine pubblico». Adesso non resta che attendere per capire se lo storico locale, dove lavorano due dipendenti, avrà ancora un futuro. 
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web