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Lucca

Pronto soccorso, arriva il piano anti-influenza: più letti e personale

Gianni Parrini
Pronto soccorso, arriva il piano anti-influenza: più letti e personale

Asl lo sta mettendo a punto, scatta se c’è sovraffollamento Soglia di attivazione elevata: l’esperienza dello scorso anno

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Il picco influenzale si avvicina (è atteso tra Natale e Capodanno), così l’Asl si prepara a sostenere gli accessi in massa al Pronto soccorso del San Luca con il piano anti-sovraffollamento. Si tratta di una serie di misure che la Regione ha deciso di predisporre per il secondo anno consecutivo in tutte le strutture di emergenza urgenza del territorio al fine di gestire gli eventuali e preventivabili “pienoni”. Qualche giorno fa l’azienda ha inviato una lettera ai sindacati per informarli che attiverà “il progetto sovraffollamento con le medesime modalità già sperimentate lo scorso anno” e che prevede “di operare preventivamente la ricognizione del personale disponibile a partecipare al progetto”.

Quando scatta.

La soglia di attivazione ricalcherà quella dello scorso anno: il dispositivo scatta quando il 30% dei pazienti di Pronto soccorso resta in attesa di ricovero per più di 16 ore in quattro giorni consecutivi. A quel punto il responsabile della medicina generale e quello del Pronto soccorso danno il via al piano anti-sovraffollamento: prevede l’apertura di nuovi letti in Medicina (da 6 a 10) per dare sfogo ai pazienti in attesa di ricovero e l’ingresso in servizio di due medici e di due infermieri aggiuntivi, divisi equamente tra Medicina e Pronto soccorso.

Bene il San Luca.

Si tratta di una soglia di attivazione elevata tant’è che lo scorso anno a Lucca il piano non è mai entrato in funzione, anche perché per il San Luca erano state predisposte delle misure ad hoc con l’obiettivo di non ingolfare il Pronto soccorso. Ad esempio letti aggiuntivi utilizzabili nell’area Chirurgica e ore di reperibilità incentivate per i medici da far venire nei festivi per la dimissione dei pazienti. In altre strutture, ad esempio a Pontedera o al Versilia, il piano è scattato più volte. «Sì – conferma il dottor Ferdinando Cellai, responsabile dei dipartimenti di emergenza urgenza di tutta l’Asl nord ovest – Il piano è quasi pronto e ricalcherà quello precedente, salvo il fatto che stavolta non sarà legato a un periodo specifico come avvenne lo scorso (15 dicembre-28 febbraio, ndr) ma potrà essere attivato ogni qual volta ce ne sarà bisogno. Al momento la situazione è sotto controllo. La scorsa settimana c’è stato solo un giorno in cui il Pronto soccorso del San Luca ha avuto delle criticità, ma siamo lontani dai 4 giorni consecutivi previsti per l’attivazione».

Equilibrio instabile.

L’equilibrio della struttura dipende da tanti fattori: dal numero di accessi, dai pazienti ricoverati e da quanto tempo mediamente dura la loro degenza in Medicina. «Se i ricoveri avvengono in numero maggiore rispetto alle dimissioni – spiega Cellai – è chiaro che i posti letto mancano e si prolungano le attese dei cosiddetti “destini” (i pazienti in barella al Pronto soccorso che attendono il ricovero, ndr). Sono cose che possono capitare nel periodo del picco influenzale, per questo viene predisposto il piano. Se invece accade in altri momenti e senza un motivo particolare significa che strutturalmente qualcosa che non va. Il San Luca non ha di questi problemi: da quanto è diretto dalla dottoressa Fabiana Frosini il Pronto soccorso ha migliorato le sue performance tant’è che lo scorso anno non c’è stato neppure bisogno di attivare il piano anti-sovraffollamento, come invece avviene sovente in altre strutture». In caso di attivazione del piano medici e infermieri saranno coinvolti su base volontaria con turni aggiuntivi. Possono dare la disponibilità a lavorare anche infermieri di altri ospedali. —

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