Il presidio
Casa, compravendite ancora in aumento Business del mattone a livelli pre-crisi
Il terzo trimestre del 2018 è il più alto dal 2010: prezzi in calo e mutui favorevoli aiutano la ripresa. Ma girano meno soldi
La febbre del “compro casa” continua a salire: Lucca e provincia tornano al 2010, anno dopo il quale gli effetti devastanti della crisi immobiliare hanno cominciato a pesare come un macigno sul business del mattone. A dare conferma di questo andamento positivo sono i dati dell’Osservatorio del mercato immobiliare relativi al terzo trimestre del 2018: nel capoluogo le transazioni effettuate per immobili residenziali sono 244 nel Comune capoluogo e 670 in tutta la Provincia. Rispetto al trimestre precedente si nota un piccolo calo (erano 290 a Lucca e 757) ma si tratta di un andamento fisiologico dato che storicamente il periodo aprile-maggio-giugno è storicamente superiore a quello successivo (è probabile che influisca la chiusura estiva delle attività immobiliari). Ad ogni nodo, andando a controllare l’archivio storico dell’Omi, si scopre che per trovare un terzo trimestre con livello così elevati bisogna risalire all’inizio della grande crisi economica. Come mostra il grafico qui a fianco era dal 2010 che in tutta la Provincia non si registrava un numero più elevato di compravendite nel terzo trimestre: 858 contro le attuali 670. Per trovare un dato migliore sul capoluogo, invece, bisogna tornare addirittura al 2008: allora furono 254 gli affari conclusi a Lucca tra luglio, agosto e settembre, dieci più di quelli attuali.
Del resto che il business del mattone stesse riprendendo terreno è cosa nota. I prezzi al metro quadro in costante, i mutui bancari concessi a tassi che ad oggi (ma chissà per quanto) sono bassi e favorevoli hanno dato impulso alla ripresa. La ripresa c’è già da tempo e il 2017 è stato un anno record per Lucca. Le transazioni definite sono state pari a 3.863, in aumento rispetto all’anno precedente del 15,4%. Si tratta del tasso di crescita più alto di tutta la Toscana, tra i più alti in Italia, più che doppio rispetto a quello medio registrato su base regionale (6,1%). L’analisi delle singole macroaree della provincia evidenziava un aumento generalizzato delle compravendite trainate dal +21,2% della Piana di Lucca, seguita dalla Versilia (+16,0%), del comune di Lucca (+13,8%), dalla Media Valle (+8,2%) e dalla Garfagnana (+8,0%). Relativamente ai volumi delle compravendite la Versilia rimane il mercato più consistente e da sola rappresenta poco meno della metà del business provinciale, seguita dal comune capoluogo con il 24,9%, e dalle altre macroeree che registrano percentuali inferiori. Ultima per volumi di compravendite risulta la Garfagnana con una percentuale del 4,2. Il 2018 prometto di essere altrettanto positivo stando ai dati parziali, ma sarà difficile battere il primato del 2017. Sebbene il numero di transazioni stia tornando ai livelli pre-crisi il giro di denaro che queste compravendite muovono è assai lontano da quello di 10 anni fa. I valori immobiliari, infatti, sono calati a picco anche del 20-30% in questo lasso di tempo. —
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