Il presidio
Una coppia di lupi avvistata a due passi da Molazzana
A trovarseli davanti una ragazzina di 15 anni, fuggita spaventata dal nonno Infuriato il padre: «Li ho trovati anche sotto casa, ma nessuno fa nulla»
Il lupo perde il pelo, ma aumenta il vizio. Al punto, da entrare e girovagare per la periferia di Molazzana. Protagonista di questo incontro ravvicinato è stata una studentessa di 15 anni, residente a Sassi, ieri pomeriggio mentre camminava sulla “circonvallazione” di Molazzana, a ridosso del forno “Il Pan del Marco”.
Una passeggiata in paese, il tempo di alzare gli occhi, e l’impatto, immediato e scioccante, con due lupi che la fissavano dal poggio di fronte. La ragazzina, pur pietrificata dalla paura, è riuscita a scappare via e rifugiarsi a casa di suo nonno, che abita lì vicino. Superato lo choc, il padre Giovanni, molto conosciuto nella zona proprio per i suoi avvistamenti di lupi, si mostra adirato. Di fatto, i lupi sono scesi fino a quota quattrocento metri, non trovando altrove più allevamenti e selvaggina da poter cacciare: «Ogni notte vengono a mangiare, e spesso li ho trovati sotto casa – dice il padre della ragazza – ma nessuno fa nulla. Finché restavano nei boschi o comunque lontani dai centri abitati, si viveva con la percezione di un pericolo potenzialmente lontano. Ma ora sono davanti alle case, e non più solo in altura».
A casa dell’uomo, nella quiete di località Granciglia di Sotto, non si vive più serenamente: «Spesso me li trovo nei campi qui vicino, e mia figlia aveva giustamente paura di camminare da sola e fare brutti incontri. Ma oggi (ieri nda) per lei è stato uno choc, raddoppiato dal fatto che li ha visti a valle, a Molazzana, tra le case e visibili anche all’uomo». Con i se e con i ma non si fa la storia, però il padre, da profondo conoscitore del territorio, un interrogativo lo pone: «Ma cosa si aspetta a prendere provvedimenti drastici? Che ci scappi il morto? Gli adulti si sanno difendere, ma se attaccassero bambini e anziani?».
A Sassi, poi, il fenomeno è diffuso. Qualche settimana fa documentammo l’irruzione dei famelici lupi in una proprietà privata sotto l’area del vecchio Castello, ma non mancano altre testimonianza: «Non molto tempo fa, alcuni cacciatori di cinghiali scoprirono un vero e proprio cimitero di animali sbranati dai lupi – raccontano alcuni residenti radunatisi nella piazza del paese – un chiaro sintomo che si tratta di esemplari affamati e che non si fanno scrupoli ad avvicinarsi alle case».
Sbotta il sindaco Rino Simonetti, immediatamente avvisato dai familiari della ragazza: «Più volte abbiamo denunciato le incursioni, anche con documentazioni fotografiche mandate alle autorità competenti. Ho chiesto che si facciano una mappatura e degli esami del Dna, per chiarire la situazione e adottare le contromisure necessarie. Ma intanto la realtà parla di lupi sempre più affamati, che sono arrivati nel capoluogo. È il momento di agire». —
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