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tesori da salvare 

Ritroveranno l’antica bellezza le “colonnine” di Elisa Baciocchi

Rossella Lucchesi
Ritroveranno l’antica bellezza le “colonnine” di Elisa Baciocchi

Ok al restauro dei manufatti che facevano parte del teatrino di palazzo Ducale Sarà un lavoro lungo e delicato, svolto sotto il controllo della Soprintendenza

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Tornano a nuova vita. E soprattutto nel luogo in cui erano state poste in origine, due colonne lignee dell’antico teatro di palazzo Ducale, fatto costruire da Elisa Baciocchi per deliziare gli ospiti della propria dimora principesca nel periodo in cui essa governò Lucca. Pur essendo state aggredite dal tempo e dall’incuria, le colonne conservano un aspetto signorile e austero e sono la testimonianza di una fetta di storia dell’alta aristocrazia ottocentesca. I due capolavori dell’arte, alti 2,18 metri e con un diametro di 25 cm. realizzati in oro zecchino, poggiavano sopra la galleria del teatro che conteneva 150 posti e si estendeva su tre ordini di palchi. Ancora bene evidenti le eleganti intagliature in legno policromo e argento meccato che dopo il restauro torneranno a brillare e a dominare l’ambiente che fu sacrificato per fare spazio a uffici amministrativi, cancellando così ogni parvenza del lussuoso teatro.

Bisognerà attendere la primavera per vedere il restauro delle colonne, dopo il via libero ai lavori della Soprintendenza del 19 novembre scorso. Allo stato attuale la parte strutturale, liscia, è composta da un unico blocco di legno duro con forma rastremata, da cui si stagliano i capitelli corinzi e i basamenti intagliati con decorazioni a motivi vegetali. Il resto della struttura è invece decorato con motivi “finto marmo” di tonalità ocra gialla e venature verdastre. Sulle colonne ci sono ancora i ganci metallici per l’ancoraggio ai parapetti, mentre capitelli, basi e la decorazione che si prolunga per circa 70 cm. dalle estremità inferiori, sono condotte con doratura a foglia. Un lavoro particolarmente impegnativo riguarderà il legno di supporto, danneggiato e deteriorato da insetti, i basamenti in parte mancanti e porzioni di intaglio usurate in corrispondenza dei capitelli, ma anche il ripristino di fessurazioni longitudinali e punti di connessione tra i segmenti compositivi.

Un lavoro importante, realizzato grazie al contributo del Banco BPM, del Rotary Lucca e della fondazione Cassa di Risparmio e con il sostegno dell’ente Provincia. È merito dell’associazione “Napoleone ed Elisa: da Parigi alla Toscana” presieduta da Roberta Martinelli e dell’architetto Velia Gini Bartoli che da anni conducono studi approfonditi sull’epoca in questione e sui personaggi che ne sono stati protagonisti, se Lucca, potrà riappropriarsi di una parte di storia che continua ad affascinare. È un sogno, sicuramente irrealizzabile ma, visto che le piantine ci sono, l’obiettivo sarebbe ricostruire il teatro com’era in origine che si estendeva su una superficie di circa 100 metri. Il problema sarebbe togliere non solo le pareti, ma anche i solai che hanno ingabbiato i tre ordini di palchi e ricostruire parti andate perdute. E non sarà facile convincere sovrintendenza e archeologi. Ma la speranza è l’ultima a morire. —

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