Il Tirreno

Lucca

Neonata morta a cinque mesi: i genitori verso il processo

Gianni Parrini
Neonata morta a cinque mesi: i genitori verso il processo

Secondo gli accertamenti la piccola sarebbe deceduta per una crisi di astinenza. Nel suo organismo tracce di stupefacenti assunti attraverso il latte materno

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CASTELNUOVO. Neonata morta a Castelnuovo: chiusa l’indagine, la procura chiederà il processo per i genitori. Quella della piccola Mia, la bambina di cinque mesi deceduta nella notte di Epifania del 2015, è una storia che ha sconvolto l’intera Valle del Serchio. Quella sera la neonata arrivò al Pronto soccorso dell’ospedale Santa Croce di Castelnuovo in arresto cardiocircolatorio. I tentativi di salvarla da parte dei medici furono inutili: la piccola spirò dopo pochi istanti.

Per indagare le cause di quel decesso il sostituto procuratore Salvatore Giannino all’epoca ha aperto un’indagine che si è chiusa in questi giorni, con la notifica dell’avviso di garanzia ai genitori della neonata. Si tratta Jessica Grilli, 37 anni e Roberto Cellerini di 31. Secondo la procura sono responsabili per la morte della figlia. Per capirlo è stato necessario attendere la relazione dei consulenti nominati dal pm: il medico legale Chiara Toni e l’anatomo patologo Vincenzo Nardini dell’istituto di medicina legale dell’ospedale di Pisa; il tossicologo forense Silvio Chericoni. Secondo i consulenti della procura Mia sarebbe morta a seguito di una sorta di crisi di astinenza: gli accertamenti tossicologici hanno evidenziato che il suo organismo aveva metabolizzato cocaina, eroina e metadone. Sostanze la cui presenza è stata evidenziata anche dall’esame del bulbo pilifero (capelli).

Non si tratterebbe di una semplice esposizione ambientale, ovvero di sostanze presenti in casa con cui la bambina è inavvertitamente e accidentalmente venuta in contatto, ma di una contaminazione avvenuta tramite la madre, che all’epoca aveva problemi di droga ed era seguita dai servizi sociali. Secondo la procura, sia durante la gravidanza sia durante il periodo dell’allattamento, la donna avrebbe assunto cocaina, eroina e metadone, passandoli indirettamente all’organismo della piccola, che prima è cresciuta dentro di lei e poi si è nutrita del suo latte.

Questo avrebbe provocato l’intossicazione che ha condotto Mia alla morte. Dopo aver chiuso le indagini e aver notificato gli avvisi, la procura è intenzionata a chiedere il processo per entrambi i genitori. Nel caso di Jessica Grilli l’ipotesi di reato è quella di omicidio colposo, mentre per il padre, Roberto Cellerini, l’ipotesi è quella prevista dall’articolo 586 del codice penale: morte in conseguenza di altro reato, che nel suo caso sarebbe l’aver fornito droga alla moglie Jessica.

All’epoca la morte di Mia fu un mistero. L’ipotesi più avvalorata era che la piccola fosse l’ennesima vittima della Sids (la sindrome della morte in culla che colpisce i bambini tra un mese e un anno di età) o avesse una qualche malformazioni congenita. Ma l’autopsia evidenziò che entrambe le cause erano da escludere. Il riscontrò diagnostico permise anche di accertare che il corpo della neonata non presentava segni di violenza o traumi interni. Per far luce sulla morte è stato necessario attendere le conclusioni dei consulenti della procura, secondo cui vi sarebbe un nesso causale tra il decesso e l’intossicazione da sostanze stupefacenti. Tra l’altro la piccola Mia un paio di mesi prima del decesso era stata trasferita per gli stessi sintomi all’ospedale Santa Croce di Castelnuovo, ma quell’accesso non venne ricondotto ai problemi riscontrati dopo la morte. 

 

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