Il Tirreno

Lucca

parola all’artista 

«Se mi chiederanno di riparare la scultura lo farò volentieri»

F.S.
«Se mi chiederanno di riparare la scultura lo farò volentieri»

Manuela Granziol è l’autrice  dell’opera danneggiata dai vandali nel sotterranei del baluardo San Salvatore: «Un po’ me l’aspettavo»

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LUCCA. Che alla base di questo atto vandalico ci sia l’interesse specifico di voler colpire le donne non è un’ipotesi che nemmeno l’autrice dell’opera d’arte si sente di escludere. «Non so chi sia stato e perché l’abbia fatto - dice Manuela Granziol, artista svizzera che dopo 22 anni trascorsi a Londra ora vive a Varese e che ha realizzato, lavorandoci per oltre due mesi, la statua di carta della giovane accovacciata sfregiata dai vandali - ma certo anche questa è un’ipotesi plausibile visto che ci sono due sculture ed è stata colpita proprio quella che raffigura una donna». Un gesto davanti al quale però l’artista non ha alcuna intenzione di fermarsi. Anzi. «Se mi chiedessero di aggiustarla accetterei di farlo - aggiunge - anche perché quest’opera ha rappresentato una svolta nel mio lavoro. Quando ho visto il tema del bando della Biennale di quest’anno “Caos e silenzio” ho pensato: “È un argomento sul quale potrò lavorare per diversi anni”. E da qui, per rappresentare la condizione umana, ho cominciato a realizzare solo sculture che raffigurano donne mentre di solito si tende a usare soggetti maschili per comunicare queste tematiche».

Granziol, seppur amareggiata per l’accaduto, quando lo è venuta a sapere non si è stupita particolarmente. «Un po’ me l’aspettavo - ha detto - perché è già successo in passato e infatti i dubbi sulla sicurezza c’erano. Però credo anche che non sia giusto abituarsi a tutto. A me dispiace soprattutto per le persone che l’hanno fatto perché evidentemente non avevano niente di meglio da fare. Tornerò alla Biennale di Lucca e non ci faremo scoraggiare anche perché io divido le persone in quelle che fanno e in quelle che sfanno. E io sono tra quelle che fanno». —

F.S.

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