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«Le chiese? Sono beni culturali di tutti»
La nuova filosofia della diocesi, primo punto del cammino verso una diversa consapevolezza: un appello alla cittadinanza
LUCCA. Le chiese di Lucca come patrimonio di tutti. Non solo di un ente (la parrocchia del centro storico, la diocesi), non solo dei fedeli. Anche dei laici, degli enti non religiosi: le chiese come beni culturali di una comunità intera. Un’affermazione quasi “rivoluzionaria”: nasce da una riflessione che la diocesi sta portando avanti, scaturita anche dagli ultimi eventi che hanno avuto come protagoniste, loro malgrado, alcune chiese del centro storico. Dai frammenti caduti dalla facciata di Santa Maria Forisportam (Santa Maria Bianca), al caso fotocopia avvenuto per San Michele in Foro. Era lo scorso ottobre. Due mesi dopo si ripropone con i frammenti caduti dal tetto e dalla facciata di San Paolino. Senza contare la chiesa chiusa (da decenni) di Sant’Alessandro, passando per tutte le chiese “minori” del centro storico che ormai vengono aperte solo in modo episodico. La diocesi non è intenzionata, nell’immediato, a “battere cassa” alle porte più conosciute della città, alle fondazioni ad esempio.
L’interesse prevalente, anche alla luce degli episodi del degrado del tempo che attacca gli edifici religiosi, è piuttosto di favorire «una logica nuova, una relazionalità nuova verso le chiese, il pensarle come beni comuni, come beni di tutti. Beni cittadini, come le Mura. Un patrimonio che abbiamo ereditato». Questo il progetto a cui la diocesi sta lavorando: uno sviluppo di quanto già don Lucio Malanca, parroco del centro storico, aveva fatto presente dopo le cadute dei frammenti da Santa Maria Bianca e San Michele.
Allo stesso tempo, c’è la consapevolezza dei problemi attuali, impellenti, che l’usura del tempo e la quasi assente manutenzione, negli anni, sta causando agli edifici religiosi.
Dopo avere provveduto alla messa in sicurezza delle facciate di Santa Maria Bianca e San Michele, grazie a un intervento affidato al restauratore lucchese Paolo Cecchettini, adesso si farà lo stesso per San Paolino, da dove nei giorni scorsi si sono distaccati diversi frammenti di pietra bianca di San Giuliano, materiale comune a molte chiese di Lucca. Alcuni, più piccoli (circa tre centimentri di diametro) sono venuti giù dal tetto; uno, più grande, di circa dieci centimetri di diametro, si è distaccato invece dalla lesena di una finestra della facciata.
Nei prossimi giorni, con l’intervento della piattaforma mobile già utilizzata nei casi precedenti, verrà compiuto il sopralluogo anche sulla chiesa di San Paolino, ovviamente con il benestare della Soprintendenza, subito interpellata quando sono stati scoperti i distacchi dei frammenti.
Il risultato del saggio che verrà eseguito darà la misura dell’intervento necessario per la messa in sicurezza dell’edificio. Che verrà eseguito, come nei casi precedenti. —
Barbara Antoni
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