Il presidio
Dalla Sicilia a Lucca l’arte e la passione dei fratelli Discolo per il presepe
Giovanni, Giancarlo e Immacolata hanno donato Natività a due amministrazioni e al monastero di Santa Gemma
È stata donata al santuario di Santa Gemma Galgani un’opera presepistica realizzata dai fratelli Giovanni, Giancarlo e Immacolata Discolo. Si tratta di un tipico presepe siciliano costruito con la tecnica del sughero e del polistirolo. Se Giancarlo e Immacolata vivono in Sicilia, Giovanni da più di due anni è lucchese d’adozione. Dopo aver girato il mondo si è trasferito nella nostra città dove attualmente è un professionista nel settore della mediazione culturale.
«Sono molto felice dell’accoglienza che Lucca mi ha tributato fin dal primo giorno - commenta -. Durante e dopo il mio periodo di studi per ottenere la laurea in mediazione culturale e cooperazione euromediterranea, ho fatto diverse esperienze all’estero: a Parigi ho perfezionato la lingua francese, a Tunisi ho studiato cultura araba all’Istituto Bourguiba e poi sono andato in Bosnia Erzegovina, a Srebrenica. Un’esperienza che mi ha toccato molto. Là ho preparato la mia tesi sullo sviluppo della città dopo il massacro del 1995 e là ho costruito un laboratorio di ceramica che è ancora attivo».
Nessuno di loro oggi fa il presepista di professione: Giancarlo è commerciante e Immacolata è mamma a tempo pieno dopo che, per tanti anni, ha fatto la ballerina in una scuola di danza. «La nostra - spiega Giovanni - è una passione che ci è stata trasmessa dai nostri genitori. Da piccoli aspettavamo la fine di novembre per scendere in cantina a prendere gli scatoloni che contenevano le statuine. Anno dopo anno la nostra passione è cresciuta e abbiamo iniziato a partecipare ai concorsi in Sicilia e altrove, classificandoci sempre nei primi tre posti sia per quanto riguarda la manifattura sia per la location e l’originalità». Oggi i fratelli Discolo sono molto conosciuti in Italia tanto che in Lucchesia c’è chi li contatta su Facebook per avere un’opera unica da mettere nella propria abitazione e mostrare agli amici più cari. Perché se a Lucca il presepe è tradizionalmente quello di gesso tipico dei figurinai di Bagni di Lucca e Coreglia Antelminelli, quello siciliano ha i personaggi di terracotta e stoffa e la location di sughero grezzo e di polistirolo. Ogni anno scelgono un messaggio diverso da trasmettere ai visitatori: il 2017, per esempio, è stato l’anno dei ricordi. A gennaio hanno donato un’opera al Comune di Lucca, cosa che avevano già fatto nel 2015. Nel 2016, invece, un loro lavoro in terracotta e stoffa è andato al comune di Coreglia e nell’occasione fu realizzato un gemellaggio con la Sicilia. Quest’anno, inoltre, hanno donato al comune di Pieve Fosciana un’opera eseguita in un’anfora. Oltre alle donazioni, i fratelli Discolo hanno partecipato, anche in Toscana, a diverse esposizioni. Nel 2015 le loro opere sono state esposte a Lucca, mentre nel Natale 2016 e 2017 i presepi sono stati messi in mostra a Forte dei Marmi. Grazie a loro da oltre vent’anni Mineo, il paese natale di Luigi Capuana, è conosciuta come patria dei presepi. E ogni anno, dal 1 dicembre al 6 gennaio, arrivano almeno 30mila persone dall’Italia e da Malta per vedere queste opere uniche. Nonostante i caratteri differenti e soprattutto i chilometri di distanza, i fratelli Discolo sono molto legati tra loro, si sentono ogni giorno e le decisioni le prendono sempre tutti assieme. Quando si telefonano, oltre a chiedersi: «Comu si?» («Come stai?»), un pensiero va sempre al Natale: «Ca ma ffari u prossimu Natali?». U prisepiu, naturalmente. —
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